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Il Fopponino del 4 Ottobre 2026

Immagine del redattore: Fopponino Milano
Fopponino Milano
10 minuti fa
Tempo di lettura: 7 min

6a dopo il MARTIRIO di S. Giovanni Battista

III Settimana Diurna Laus


Domenica 4 Ottobre 2026: Festa Patronale 

“A te, san Francesco”

 

A te, san Francesco, quest’oggi il mio pensiero e la mia preghiera.

 

Tu, san Francesco, sei stato qui in tutti questi anni, qui, nella Parrocchia del Fopponino, a Te dedicata. E in tutti questi anni ti ho cercato: nella liturgia e nel canto, nel silenzio della preghiera e nelle parole delle conversazioni, negli incontri con le persone e le loro storie di vita; sì, tu eri anche lì, anche lì di Te, Francesco, la vita e la gente, portava significatione. E poi la tua Assisi visitata con la “mia” gente, ammirata nella sua singolare bellezza, sentendo ancora e ogni volta meglio la tua potente, genuina e leggerissima presenza; sperimentando che “per le cose e per le persone vere” – cioè la Verità della Vita – più cerchi e meno sai e comunque vorresti saperne di più!

 

Tu, san Francesco, c’eri anche prima di questi anni, ancor prima della mia nomina a Parroco, qui, al Fopponino. Ricordo bene i miei viaggi ad Assisi a cercare Te: il primo, ancora ragazzo, con papà Mario e mamma Angelina, i miei genitori; il secondo, da prete, con Leone e Marco due giovani dell’Oratorio, solo per un breve passaggio (e leggendo, in auto lungo tutto il viaggio, a turno e ad alta voce, il libro di Joergensen); poi, nei miei anni a Lecco, con gli obiettori di coscienza, io prete della Caritas, le numerose visite ad Assisi e dintorni dopo il terribile terremoto del settembre ‘97.

 

Su tutto però, mi resta incancellabile e indelebile il 4 ottobre 1966: entrando in Prima Media in seminario a Masnago, ho trovato al mio posto sul banco di scuola una tua immaginetta così come ti ha raffigurato il grande Cimabue; una immaginetta diventata presenza buona, bella, sicura che – ora mi accorgo – mi ha fatto compagnia per tutto il tempo della mia vita fino ad oggi, e certamente anche per il tempo che verrà.

A te, grande san Francesco, il mio piccolo e immenso grazie!

don Serafino

Francesco, gli ultimi giorni e il transito


Il giorno dopo all’alba, Francesco si svegliò allegro. Tentò di alzarsi, ma non riuscì. “Vieni, aiutami, frate Leone, andiamo via da qui; andiamo dove saremo liberi di cantare, nella nostra piccola capanna alla Porziuncola”.

Fulminea, la notizia si sparse di bocca in bocca: il santo se ne va, scende alla Porziuncola. E mentre attraversavamo i vicoli la gente usciva dalle case e dalle botteghe, le donne ci venivano incontro, i bambini correvano davanti agitando rami di mirto e di alloro. Varcammo la porta della città, poi l’uliveto e la discesa.

Agosto, grande caldo. “Piano, non abbiate fretta, figli miei” pregava Francesco, “voi la rivedrete questa terra diletta, io no; andate piano, vi do la mia benedizione!”

Con gli occhi annebbiati, si sforzava di guardare e di portare con sé in cielo Assisi, l’uliveto, le vigne, tutto. “Fermatevi, figlioli, voglio guardarla un’ultima volta e salutarla”. Ci fermammo, mettendolo con il viso verso la città. Lui si asciugò gli occhi, e cercava ancora di vedere Assisi e, dietro, le pendici assolate del monte Subasio e le grotte dove si era rifugiato nei primi tempi per invocare il Signore. Sollevò lentamente una mano e tracciò una croce sopra la città amata.

“Addio, madre Assisi” sussurrò “Sii lodato, Signore, per questa città graziosa, con le sue case, le persone e i pergolati e i vasi di basilico e di maggiorana alle finestre! E con messer Bernardone e madonna Pica, e il loro figlio, il Poverello Francesco. Ah se potessi prenderti tutta intera nella mia mano, Assisi, e deporti ai piedi di Dio! Ma non posso, non posso, mia diletta, addio!”.

Scoppiò a piangere e reclinò la testa sul petto.

Alle sue spalle la folla piangeva e intonava il lamento funebre, e tutti insieme ci riavviammo in fretta verso la Porziuncola. Il tempo scorreva: una settimana, due, tre. Arrivò la stagione della vendemmia. (…)

Francesco, ogni tanto apriva gli occhi e, quando riusciva, stava a sedere e ci parlava delle sue eterne signore, la Povertà, la Pace, la Bontà. Ci guardava a uno a uno con tenerezza e noi facevamo di tutto perché non ci sfuggisse neppure una sua parola. Si avvicinava la fine. Da ogni dove arrivavano i frati per salutarlo.

Settembre finì, cominciò ottobre. Quel giorno il cielo si oscurò, arrivarono le prime piogge. Una nebbia rada e soffice si era distesa sopra gli ulivi e i pini. Una dolcezza indicibile si era versata sul mondo. Francesco aprì gli occhi. La capanna era piena di fratelli, erano arrivati di buon mattino da ogni parte e lo guardavano in silenzio; molti erano accucciati per terra, altri stavano in piedi, nessuno osava aprire bocca e di tanto in tanto si asciugavano gli occhi e uscivano a prendere un po’ d’aria.

Francesco tese la mano, li salutò; Bernardo si inginocchiò. “Padre Francesco” disse baciandogli la mano, “te ne vai, sali in cielo; parlaci per l’ultima volta”.

Francesco scosse la testa: “Figli, fratelli, padri, quello che avevo da dirvi ve l’ho detto, tutto il sangue che aveva il mio cuore ve l’ho dato; non ho più parole da dire, né sangue da versare, se ne avessi Dio mi terrebbe ancora sulla terra”.

“Niente, non hai da dirci proprio niente?” gridò Egidio dall’angolo in cui stava in piedi e piangeva. E allora Francesco si ricordò: “Povertà, Pace, Amore, nient’altro, fratelli cari; Povertà, Pace, Amore …”. Fece per alzarsi, non ci riuscì.

“Fratelli”, disse, “spogliatemi, stendetemi nudo sulla terra, perché io la tocchi e lei mi tocchi …”. Lo spogliammo piangendo, lo adagiammo in terra, ci inginocchiammo intorno a lui; sentivamo tutti sopra di lui l’Arcangelo. (…)

Intanto era arrivata discretamente anche sorella Chiara. Si era lasciata cadere sulla soglia e ascoltava. All’improvviso, un singhiozzo; ci voltammo e la vedemmo in lacrime, con il volto stretto nel velo, e anche noi scoppiammo a piangere.

Francesco si stupì: “Fratelli” disse, “perché questo pianto?”. Nessuno rispose.

“E’ così dolce, dunque, la vita? O così poca la vostra fede nella vita eterna, fratelli? Sorella Morte, che stai fuori dalla porta, perdona gli uomini; non conoscono il tuo nobilissimo messaggio, per questo hanno paura”.

Si guardò intorno: “Dove sei, Pacifico? Suona il liuto, e tutti insieme cantiamo le lodi del Signore: Sii lodato, o mio Signore, con tutte le tue creature, specialmente messer fratello Sole …”.

Mentre cantavo la mia mente cominciò a vagare; la capanna, la Porziuncola, Assisi scomparvero. Intorno a Francesco non c’era nessuno. All’improvviso l’aria sembrò farsi più densa e apparvero i primi dodici fratelli, curvi e nascosti nei loro cappucci; appena alzai gli occhi, dietro a noi, ecco migliaia e migliaia di altri fratelli. Mi sollevai sulle ginocchia e poco lontano vidi greggi e buoi, cavalli e cani; dal bosco vennero lupi, orsi, volpi, sciacalli e sopra di me stormi di uccelli di ogni tipo che si posarono intorno a Francesco.

“Mio caro Francesco”, mormoravo, “mio caro Francesco, tutti gli esseri viventi sono venuti qui e ti piangono tutti i tuoi fratelli”.

Tre donne si erano gettate su Francesco e non volevano lasciarlo andare: sorella Pica gli teneva la testa, sorella Chiara gli abbracciava e gli baciava i piedi, e frate Jacopa gli aveva preso la mano e la poggiava sul seno.

Il sole era tramontato, fuori la pioggia aveva ammorbidito e dischiuso la terra.

Il suo viso splendeva. Aveva gli occhi spalancati e fissi in alto.

Poi, raccolte tutte le forze, si voltò verso di noi e ci guardò lentamente, a uno a uno. Schiuse le labbra come se volesse dirci un’ultima parola. Mi accostai; la sua voce era flebile, debolissima, come se arrivasse da molto lontano, dall’altra riva. Disse: “Povertà, Pace, Amore …”. Trattenevo il respiro per ascoltare ancora. Invano. Allora ci gettammo tutti su di lui e lo coprimmo di baci.

 

Libera e sognante descrizione da FRANCESCO di Nikos Kazantzakis

 

AVVISI  DELLA  SETTIMANA


DOMENICA 4 OTTOBRE: 

FESTA PATRONALE di S. FRANCESCO d’ASSISI

ore 11, sul sagrato, Benedizione e Apertura della Porta Centrale della Chiesa

Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo

S. Ecc. Mons. MARIO DELPINI

Verrà distribuito il “Pane di s. Francesco”  offerto dai Panificatori di Milano

I Ragazzi e le Ragazze del nostro Gruppo Teatro svolgeranno

una bella rappresentazione della vita di san Francesco

ore 12.30, sul sagrato, saluto e ringraziamento all’Arcivescovo e … aperitivo!

ore 16.30: al Fopponino, Battesimo di Crivelli LETICIA SOFIA

LUNEDI’ 5 Ottobre: “la Festa di san Francesco continua”

CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA dei PRETI

residenti, nativi e che qui hanno svolto il loro ministero

ore 20, in Salone Ghidoli, INSIEME A CENA

(iscrizioni in sacrestia: euro 20)

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In questa settimana gli INCONTRI di CATECHISMO di

MARTEDI’ 6 ottobre, ore 17: Gruppo Discepoli (2° ANNO)

MERCOLEDI’ 7 ottobre, ore 17: Gruppo Amici (3° ANNO)

GIOVEDI’ 8 ottobre, ore 17: Gruppo Cristiani (4° ANNO)

saranno in Oratorio, con le Catechiste del proprio Gruppo

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Mercoledì 7 ottobre, ore 15.30, per la Terza Età: “Finalmente ci ritroviamo”

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GIOVEDI 8 ottobre (ore 6.00) – DOMENICA 11 ottobre (ore 21.30)

PELLEGRINAGGIO PARROCCHIALE ad ASSISI

Saremo 48 tra parrocchiani e amici: insieme andremo ad Assisi, nella Città di san Francesco, per conoscere meglio la sua storia e pregare il nostro santo patrono.

Ecco i momenti principali del pellegrinaggio:

GIOVEDI: Visita e s. Messa al Santuario della VERNA

VENERDI: Visita ad alcune località della Valle Reatina (Greccio)

SABATO: Visita di ASSISI – ore 12: s. Messa nella Basilica inferiore

DOMENICA: Visita dell’Eremo di Monteluco e s. Messa a conclusione

DOMENICA 11 OTTOBRE: 7a dopo il MARTIRIO

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Mentre ogni GIOVEDI, in ORATORIO, si tiene il CORSO di YOGA (19.30 – 20.45)

occorre rivolgersi a Barbara: 338 6415501   

con ottobre riprende il CORSO di GINNASTICA condotto da Antonio Bonacci

LUNEDI e GIOVEDI: ore 9.30 – 10.30: gruppo 1; ore 10.30 – 11.30: gruppo 2.

Prima lezione: LUNEDI 5 OTTOBRE

Per le ISCRIZIONI rivolgersi direttamente ad Antonio: 339 4339854

                                                                                            



 


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