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Il Fopponino del 22 Febbraio 2026

  • Immagine del redattore: Fopponino Milano
    Fopponino Milano
  • 11 ore fa
  • Tempo di lettura: 5 min

Prima Domenica di Quaresima

22 Febbraio 2026

I Settimana Diurna Laus


Dove santo Francesco fece la Quaresima

“Essendo una volta santo Francesco il dì del carnasciale allato al lago di Perugia, in casa d’un suo divoto col quale era la notte albergato, fu ispirato da Dio ch’egli andasse a fare quella Quaresima in una isola del lago (Trasimeno). Di che santo Francesco pregò questo suo divoto, che per amor di Cristo lo portasse colla sua navicella in un’isola del lago dove non abitasse persona, e questo facesse la notte del dì della Cenere, sì che persona non se ne avvedesse. E costui, per l’amore della grande divozione ch’aveva a santo Francesco, sollecitamente adempiette il suo priego e portollo alla detta isola, e santo Francesco non portò seco se non due panetti.

Ed essendo giunto nell’isola, e l’amico partendosi per tornare a casa, santo Francesco il pregò caramente che non rivelasse a persona come fosse ivi, ed egli non venisse per lui se non il Giovedì santo. E così si partì colui; e santo Francesco rimase solo.

E non essendovi nessuna abitazione nella quale si potesse riducere, entrò in una siepe molto folta, la quale molti pruni e arbuscelli aveano acconcio a modo d’uno covacciolo ovvero d’una capannetta; e in questo cotale luogo si puose in orazione e a contemplare le cose celestiali.

E ivi stette tutta la Quaresima sanza mangiare e sanza bere, altro che la metà d’uno di quelli panetti, secondo che trovò il suo divoto il Giovedì santo, quando tornò a lui; il quale trovò di due panetti uno intero e mezzo; e l’altro mezzo si crede che santo Francesco mangiasse per reverenza del digiuno di Cristo benedetto, il quale digiunò quaranta dì e quaranta notti sanza pigliare nessuno cibo materiale.

E così con quel mezzo pane cacciò da sé il veleno della vanagloria, e ad esempio di Cristo digiunò quaranta dì e quaranta notti. Poi in quello luogo, ove santo Francesco avea fatta così maravigliosa astinenza, fece Iddio molti miracoli per li suoi meriti; per la qual cosa cominciarono gli uomini a edificarvi delle case e abitarvi; e in poco tempo si fece un castello buono e grande, ed èvvi il luogo de’ frati, che si chiama il luogo dell’Isola; e ancora gli uomini e le donne di quello castello hanno grande reverenza e devozione in quello luogo dove santo Francesco fece la detta Quaresima.

A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen”.

Da I Fioretti di san Francesco (cap. VII, FF 1835)



2026 Anno Giubilare Francescano


In preparazione alla “Cena povera”

Francesco tra i mendicanti lungo la strada

“E i (frati) devono essere lieti quando vivono tra persone

di poco conto e disprezzate, tra poveri e deboli, infermi e lebbrosi

e tra i mendicanti lungo la strada”. (FFit. 30; Rnb 9)

 

“C’è molta differenza tra l’esercizio della carità verso i poveri, che la Chiesa raccomanda per tradizione plurisecolare, e lo stato di mendicità e di povertà che Francesco elegge a norma di condotta per sé e per i suoi. Nei termini del latino dotto di quei tempi, v’è diversità tra la liberalitas erga pauperes e la conversatio inter pauperes.

La prima è la “generosità verso i poveri”, elargita, per esempio dai monasteri benedettini che annualmente accolgono e sfamano migliaia di indigenti. Se è vero che i singoli monaci hanno rinunciato alla proprietà individuale, i monasteri però sono carichi di beni, di cui solo una piccola parte viene devoluta in elemosina. Appartenere ad un convento potente significa avere un ruolo riconosciuto nella gerarchia sociale, essere “garantito”, godere di privilegi di posizione e di censo.

Conversatio inter pauperes significa, invece, “vivere poveri tra i poveri”. Non accomodarsi tra le mura sicure di un monastero, ma accompagnarsi ai “mendicanti lungo la strada”, come annota la Regola non bollata, con i pericoli che ciò comporta e il disprezzo sociale che una simile vita suscita.

Francesco non è il solo, e nemmeno il primo, ad avviare tale trasformazione.

In che cosa Francesco è diverso dagli esponenti del pauperismo che lo precedono?

Innanzitutto, non manifesta mai l’ambizione di fare delle proprie scelte la norma universale della Chiesa. “E dopo che il Signore mi dette dei fratelli” ricorda il Testamento. Il modello della missione evangelica vale per lui e per la comunità che gli si raccoglie attorno, non certo per tutta la compagine ecclesiale. Francesco non pretende un cristianesimo sempre e comunque povero, come fanno invece i movimenti di riforma più radicali. Che i discepoli lascino famiglia, beni e lavoro, per seguire Gesù non implica lo smantellamento dell’intera società, che anzi deve continuare a funzionare.

La scelta di Francesco e dei suoi non si scontra, in linea di principio, con la Chiesa dei marmi e del potere, ma ne rappresenta piuttosto un alter ego, ben più scomodo da impersonare ma anche, agli occhi di molti, tanto più credibile e rispettabile. Ognuno è libero di trarre le proprie conseguenze dal confronto tra le due vie, quella del soccorso ai poveri e l’altra, della povertà condivisa. Da parte sua, Francesco evita ogni giudizio, e anzi professa piena sottomissione al carisma della Chiesa”.

Da IL CANTICO DELL’UMILTA’ di Giulio Busi (pag.20-22)

2026 Anno Giubilare Francescano


E proposta caritativa della prima settimana di Quaresima

27 febbraio 2026

PRIMO VENERDI’ di QUARESIMA

Invitiamo la Comunità parrocchiale

a partecipare alla iniziativa:

una “Cena povera”

per scoprire la carità di san Francesco

e oggi la carità dei suoi Frati

Ci ritroveremo in Salone Ghidoli per le ore 19.15

Prima di Cena:

Testimonianza di Fra’ Marcello Longhi

Presidente dell’Opera san Francesco per i poveri

ore 20.15 Cena

con un piatto di riso e patate

(ciascuno darà in denaro il corrispondente valore

della propria cena che sarà consegnato

a Fra’ Marcello per i poveri delle Mense)

 Dopo Cena

Presentazione delle proposte ed iniziative

per la QUARESIMA 2026

 Conclusione con la preghiera verso le 21.15

AVVISI  DELLA  SETTIMANA


Domenica 22 febbraio - PRIMA di QUARESIMA

Al termine delle sante Messe: Imposizione delle ceneri sul capo

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Lunedì 23 febbraio, ore 10: Incontro della Conferenza di san Vincenzo

ore 18.00: Incontro Gruppo Carcere

INCONTRI di CATECHISMO ore 17.00 in ORATORIO 

Lunedì 23, GRUPPO “CRISTIANI”: Incontro di Catechismo

Mercoledì 25, GRUPPO “DISCEPOLI”: Incontro di Catechismo

Giovedì 26, GRUPPO “AMICI”: celebrazione penitenziale non sacramentale

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Martedì 24 febbraio, ore 21, al Cinema ARIOSTO

Don Claudio Doglio, guida il 1° Incontro della SCUOLA BIBLICA:

La GLORIA della CROCE secondo GIOVANNI (cap. 18-21):

L’arresto e gli interrogatori (Gv 18,1-19,16°)

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Mercoledì 25 febbraio, ore 15.30, per la TERZA ETA’: 

Ascoltiamo dal repertorio lirico melodie, romanze, duetti, arie, inni

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VENERDI’ 27 febbraio, 1° venerdì di QUARESIMA: Magro e Digiuno

ore 9 al Fopponino – ore 18.30 nella Chiesa parrocchiale

celebrazione della VIA CRUCIS

Per i Ragazzi/e delle MEDIE: ore 17.15 ritrovo in ORATORIO

ore 19.15: per TUTTI “CENA POVERA”

(vedi notizie a pag. 3 di questo IL FOPPONINO)

Sabato 28 ore 16, al Fopponino, Battesimo di Santini Celine

Domenica 1 marzo - SECONDA di QUARESIMA

Domenica del 3° ANNO: ore 10: S. Messa animata dal Gruppo AMICI

In Oratorio: Incontro con i Genitori - Giochi per i Ragazzi/e

ore 15, in Chiesa: Celebrazione della PRIMA CONFESSIONE

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Prima del Natale 2025 avevo annunciato in tre tempi la Benedizione alle Famiglie: Natale 2025, Pasqua 2026 e Natale 2026; invece vi comunico che le rimanenti vie e famiglie saranno tutte visitate in occasione del prossimo Natale e precisamente saranno:

Ambrosoli, Aquileia, Baracca, Cantoni, Caprera, Cimarosa,

De Alessandri, De Meis, Dugnani, Foppa, Giovio, Mauri, Motta, Panizza, Papiniano, Po, Polibio, Porta Vercellina,

Settimio Severo, Soresina, Vercelli, Vesuvio


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