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Il Fopponino del 14 Giugno 2026

  • Immagine del redattore: Fopponino Milano
    Fopponino Milano
  • 12 giu
  • Tempo di lettura: 5 min

III Domenica dopo Pentecoste

III Settimana Diurna Laus


Domenica 14 giugno 2026

Assisi al tempo di Francesco


Per questi 3 numeri de IL FOPPONINO ti propongo di leggere e quindi di conoscere meglio la città e la gente di Assisi al tempo di Francesco. Ci farà da guida il libro “FRANCESCO D’ASSISI – La storia negata” di Chiara Mercuri, studiosa specializzata in Storia medievale in Francia e docente all’Istituto Teologico di Assisi. Buona lettura!

 

“L’Assisi del Duecento era un piccolo comune in formazione, le cui tremila anime – con i paesi intorno –, anche per l’Italia medievale fortemente ruralizzata, non erano in numero sufficiente a farne una città propriamente detta.

Se lo spazio urbano fa dello sradicamento l’orizzonte esistenziale dei suoi abitanti, quello ristretto del piccolo borgo è segnato dallo stanziamento tradizionale. Nello spazio urbano, i cittadini sono travolti ogni giorno da un incessante divenire (…) gli abitanti del borgo rurale, invece, svezzati in uno spazio tendenzialmente immobile, divengono gelosi custodi, oltre che della propria storia personale, anche di quella dei loro concittadini. Varcare la soglia di casa per Francesco voleva dire entrare quotidianamente in rapporto con le persone di cui conosceva la storia familiare, così come loro conoscevano la sua. (…)

Francesco apparteneva alla classe definita borghesia, una nuova classe sociale che era riuscita a staccarsi dalla sterminata massa dei contadini, e che nel borgo era riuscita ad arricchirsi grazie al commercio e allo svolgimento di professioni sempre più richieste come il giudice, il notaio, il medico e il mercante.

Il padre di Francesco, Pietro di Bernardone, apparteneva a quella schiera di privilegiati che nel borgo erano riusciti a fare fortuna grazie ad un’attiva bottega, a diversi beni immobiliari e a relazioni commerciali che lo portavano spesso in Francia. La famiglia di Francesco era tra quelle che ad Assisi avevano maggiore disponibilità di denaro e il fatto che Francesco potesse attingere alla fortuna del padre, fatta di danaro contante, lo rendeva un giovane le cui frequentazioni travalicavano quelle del suo stesso ceto.


Nei centri urbani del Duecento, del resto, la classe borghese era divenuta, proprio grazie alla disponibilità pecuniaria, molto attraente per i nobili, ancora legati, quasi esclusivamente, al possesso della terra, la quale garantiva loro una vita agiata, ma non quella riserva di danaro liquido che – come avrebbe più tardi teorizzato Karl Marx – è l’unico in grado di moltiplicare la ricchezza. I nobili di Assisi arrancavano dunque dietro alla classe borghese, la quale, non gravata dal fardello della terra, poteva sperimentare investimenti vantaggiosi, sfruttando anche la libertà derivante dall’essere formata da nuovi ricchi. (…) Il borghese aveva però necessità di riscattare il proprio status: ambiva infatti a frequentare i nobili per emularli nello stile di vita, fino ad apparire indistinguibile da loro, sperando, col tempo, di ricevere quegli omaggi che ai signori erano concessi per nascita, ma che a loro, borghesi, iniziavano a essere tributati come forma di rispetto per la crescente ricchezza.

Gli stessi nobili, del resto, cominciarono a trattarli con riguardo, desiderosi di essere coinvolti nelle iniziative sociali di cui si facevano sempre più spesso promotori. Il mercante ha imparato, infatti, ad usurpare una virtù peculiare della classe signorile, la liberalità. Se in passato i signori erano i soli a potersi permettere il patrocinio di opere pubbliche e di eventi mondani – in quanto unici a possedere – a partire dalla fine del XII secolo i borghesi si avviano a far loro concorrenza. Il borghese si fa mecenate di attività sociali, non per sdebitarsi della sua buona sorte, ma perché nel donare fa mostra della propria ricchezza. Per tale ragione egli inizia a finanziare – al posto del nobile – le feste cittadine (…) creando una grande aspettativa da parte della comunità che lo circonda riguardo a ciò che farà o che mostrerà di sé.

Vi è un calcolo, oltre che un’aspirazione in questa sua strategia: la ricchezza si conserva e si moltiplica anche grazie alle buone relazioni; al contrario, la marginalità genera il sospetto di essere decaduti offuscando la propria immagine pubblica. In tale contesto, dunque, i mercanti comprendono che nascondere i propri guadagni dentro a un forziere o nel ventre di una banca equivarrebbe a limitare la possibilità d’espansione del proprio capitale; equivarrebbe restare “poveri” nella percezione comune, e ciò significherebbe precludersi l’opportunità di stringere nuove vantaggiose amicizie. (…) Così nel desiderio di divenir munifici dei primi, e nella stanchezza finanziaria dei secondi, si opera la saldatura tra le due classi che in più di una occasione, nei borghi bassomedievali italiani, si uniscono per consumare riti pubblici e comuni stili di vita.

Nella piccola cittadina umbra, dunque, le famiglie che davvero contano, per antichi titoli o per nuove ricchezze, sono al massimo una trentina, e tra queste vi è quella di Francesco. Dobbiamo supporre che queste famiglie si frequentassero e davvero si frequentavano perché nel Duecento i pochi mezzi di spostamento rendevano la vita sostanzialmente stanziale. Si frequentavano perché la nascente macchina del potere comunale portava i due partiti, quello dei nobili e quello dei borghesi, ad intrecci e frequentazioni obbligate, anche solo in occasione di assemblee e per un fisiologico avvicinamento tra i ceti”.

AVVISI  DELLA  SETTIMANA


DOMENICA 14 GIUGNO: III dopo PENTECOSTE

Oggi memoria liturgica di don Mario Ciceri, presbitero,

onomastico di Mons. Mario Delpini: con Lui preghiamo per ringraziare il Signore

ore 16: s. Messa in cortile con l’animazione del nostro Coro.

Don Serafino darà il sacramento dell’UNZIONE a Malati e Anziani

In cortile seguirà un gioioso momento di festa con merenda e brindisi

ore 17.15, al Fopponino, Battesimo di RE FRASCHINI AURORA

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Da Lunedì 15 a Venerdì 19 giugno: “BELLA FRA!”

Seconda Settimana di ORATORIO ESTIVO 2026

per gli ORATORI di S. Francesco al Fopponino, GBP e S. Matteo e S. Maria Segreta:

(vedi lo scritto di don Matteo a pag. 3 di questo IL FOPPONINO)

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Martedì 16 giugno

Ci uniamo nella preghiera di ringraziamento al Parroco don Serafino

che oggi ricorda il 47° anniversario di ordinazione sacerdotale!

 Incontro conclusivo per le CATECHISTE

18: ritrovo in Oratorio e partenza per la Comunità di Villapizzone 

19: partecipazione alla s. Messa nella Cappella dei Gesuiti

20.15: Cena insieme e ritorno per le 22.30

Mercoledì 17 giugno

ore 21: 4° INCONTRO in preparazione al MATRIMONIO cristiano

Da “fidanzati a sposi”, il cammino verso il matrimonio

Proposta di riflessione su alcune caratteristiche del tempo del “fidanzamento”

e / o della “convivenza”. Tempo per il confronto e l'attualizzazione

Giovedì 18 giugno

ore 9.30: s. Messa presieduta dall’Arcivescovo Mario DELPINI

per con i PRETI del 1979, compagni di Messa di don Serafino

ore 20.15 Incontro e Cena per il GRUPPO CARCERE

Venerdì 19 giugno: Festa dei Santi Protaso e Gervaso,

martiri e patroni secondari della Chiesa milanese

Sabato 20 giugno

ore 11.00, al Fopponino, Battesimo di FREZZA IGLESIAS SIMONE

ore 16.30, al Fopponino, Battesimo di PANE NAMI M FILIPPO

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 DOMENICA 21 GIUGNO: IV dopo PENTECOSTE

In occasione della visita di Papa Leone a Pavia presso la tomba di sant’Agostino, la Diocesi organizza un pellegrinaggio (partenza alle 14.30 da p.za VI Febbraio) fino al Duomo (arrivo previsto per le 16.30): qui l’Arcivescovo Mario mostrerà il Battistero dove sant’Ambrogio battezzò nel 387 Agostino. Alle 17 seguirà in Duomo la s. Messa.


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