Il Fopponino del 26 Aprile 2026
- Fopponino Milano
- 11 ore fa
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Quarta di PASQUA
26 aprile: 2026
IV Settimana Diurna Laus
63^ Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE LEONE XIV
La scoperta interiore del dono di Dio
Cari fratelli e sorelle, carissimi giovani!
“Guidati e custoditi da Gesù Risorto, celebriamo nella IV domenica di Pasqua, detta “domenica del buon Pastore”, la LXIII Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. È un’occasione di grazia in cui condividere alcune riflessioni sulla dimensione interiore della vocazione, intesa come scoperta del dono gratuito di Dio che sboccia nel profondo del cuore di ciascuno di noi. Allora percorriamo insieme la via di una vita veramente bella, che il Pastore ci indica!
La via della bellezza
Nel Vangelo di Giovanni, Gesù si definisce letteralmente il «pastore bello» (ὁ ποιμὴν ὁ καλός) (Gv 10,11). L’espressione indica un pastore perfetto, autentico, esemplare, in quanto è pronto a dare la vita per le sue pecore, manifestando così l’amore di Dio. È il Pastore che affascina: chi lo guarda scopre che la vita è davvero bella se lo si segue. Per conoscere questa bellezza non bastano gli occhi del corpo o criteri estetici: occorrono contemplazione e interiorità. Solo chi si ferma, ascolta, prega e accoglie il suo sguardo può dire con fiducia: “Mi fido, con Lui la vita può essere davvero bella, voglio percorrere la via di questa bellezza”. E la cosa più straordinaria è che, diventando suoi discepoli, si diventa a propria volta “belli”: la sua bellezza ci trasfigura. (…) Così la vocazione cristiana si rivela in tutta la sua profondità: partecipare della sua vita, condividere la sua missione, splendere della sua stessa bellezza.
Questa comunicazione interiore di vita, di fede e di senso fu l’esperienza anche di Sant’Agostino, il quale, nel libro terzo delle Confessioni, mentre dichiara e confessa i suoi peccati ed errori giovanili, riconosce Dio “più intimo di ogni mia intimità”. Oltre la consapevolezza di sé, egli scopre la bellezza della luce divina che lo guida nel buio. Agostino scorge la presenza di Dio nella parte più interiore della sua anima, e ciò implica l’aver compreso e vissuto l’importanza della cura della interiorità come spazio di relazione con Gesù, come via per sperimentare la bellezza e la bontà di Dio nella propria vita.
Tale relazione si edifica nella preghiera e nel silenzio e, se coltivata, ci apre alla possibilità di accogliere e vivere il dono della vocazione, che non è mai un’imposizione o uno schema prefissato a cui semplicemente aderire, ma un progetto di amore e di felicità. La cura dell’interiorità: è da qui che è urgente ripartire nella pastorale vocazionale e nell’impegno sempre nuovo della evangelizzazione. In questo spirito, invito tutti – famiglie, parrocchie, comunità religiose, vescovi, sacerdoti, diaconi, catechisti, educatori e fedeli laici – a impegnarsi sempre di più nel creare contesti favorevoli affinché questo dono possa essere accolto, nutrito, custodito e accompagnato per portare abbondante frutto. Solo se i nostri ambienti splenderanno per fede viva e accompagnamento fraterno, la chiamata di Dio potrà sbocciare e maturare, diventando strada di felicità e salvezza per ciascuno e per il mondo. (…)
Conoscenza reciproca
«Il Signore della vita ci conosce e illumina il nostro cuore con il suo sguardo d’amore». Ogni vocazione, infatti, non può che iniziare dalla consapevolezza e dall’esperienza di un Dio che è Amore: Egli ci conosce profondamente, ha contato i capelli del nostro capo e ha pensato per ognuno una via unica di santità e di servizio. Questa conoscenza, però, dev’essere sempre reciproca: siamo invitati a conoscere Dio attraverso la preghiera, l’ascolto della Parola, i Sacramenti, la vita della Chiesa e la donazione ai fratelli e alle sorelle. Come il giovane Samuele, che nella notte, forse in maniera inaspettata, udì la voce del Signore e imparò a riconoscerla con l’aiuto di Eli (cfr 1 Sam 3,1-10), così anche noi dobbiamo creare spazi di silenzio interiore per intuire ciò che il Signore ha in cuore per la nostra felicità. Non si tratta di un sapere intellettuale astratto o di una conoscenza dotta, ma di un incontro personale che trasforma la vita. Dio abita il nostro cuore: la vocazione è un dialogo intimo con Lui, che chiama – nonostante il rumore talvolta assordante del mondo – invitandoci a rispondere con vera gioia e generosità.
« Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas – Non uscire fuori di te, ritorna in te stesso, la Verità abita nell’uomo interiore». Ancora sant’Agostino ci ricorda quanto sia importante imparare a fermarsi, costruire spazi di silenzio interiore per poter ascoltare la voce di Gesù Cristo.
Cari giovani, ascoltate questa voce! Ascoltate la voce del Signore che vi invita a vivere una vita piena, realizzata, mettendo a frutto i propri talenti e inchiodando alla Croce gloriosa di Cristo i propri limiti e le proprie debolezze.
Fermatevi, dunque, in adorazione eucaristica, meditate assiduamente la Parola di Dio per viverla ogni giorno, partecipate attivamente e pienamente alla vita sacramentale ed ecclesiale. In questo modo conoscerete il Signore e, nell’intimità propria dell’amicizia, scoprirete come donare voi stessi, nella via del matrimonio, o del sacerdozio, o del diaconato permanente, oppure nella vita consacrata, religiosa o secolare: ogni vocazione è un dono immenso per la Chiesa e per chi la accoglie con gioia.
2026 Anno Giubilare Francescano
Conversione a Dio e Vocazione nella Chiesa
Il primo e fondamentale evento che spiega la “vocazione di Francesco” fu la “chiamata” attraverso la voce del Crocifisso di san Damiano: da quell’incontro straordinario prende inizio per Francesco il suo cammino dietro a Gesù e si fa concreto e “costruttivo” il suo amore alla Chiesa.
“Il servo dell’Altissimo, in questa sua nuova esperienza, non aveva altra guida se non Cristo; perciò Cristo, nella sua clemenza, volle nuovamente visitarlo con la dolcezza della sua grazia.
Era egli un giorno uscito nella campagna per meditare. Trovandosi a passare vicino alla chiesa di San Damiano, che per l’eccessiva vecchiezza minacciava rovina, spinto dall’impulso dello Spirito Santo, vi entrò per pregare. Mentre pregava inginocchiato davanti all’immagine del Crocifisso, si sentì invadere da una grande consolazione spirituale e, fissando gli occhi pieni di lacrime nella croce del Signore, udì con gli orecchi del corpo una voce scendere verso di lui dalla croce e dirgli per tre volte: “Francesco, va’ e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina!”. All’udire quella voce così meravigliosa, Francesco rimane stupito e tutto tremante, perché nella chiesa è solo, e, percependo nel cuore la forza del linguaggio divino, si sente rapito fuori dei sensi.
Tornato finalmente in sé, si accinge a obbedire, si concentra tutto nella missione di riparare la chiesa di mura, benché la parola divina si riferisse principalmente a quella Chiesa che Cristo acquistò con il suo sangue, come lo Spirito Santo gli avrebbe fatto capire e come egli stesso rivelò in seguito ai frati”.
Da LEGGENDA MAGGIORE (Cap. 2) di san Bonaventura
La potenza di quella parola accolta da Francesco lo trasforma in “araldo del Vangelo” pronto alla missione – “per città e paesi” – con il suo nuovo stile di vita.
“Basandosi sulla grazia che viene dall’alto e sulla autorità del sommo pontefice, Francesco affrontò con molta fiducia il cammino, deciso a realizzare con i fatti e a insegnare con la parola la verità della perfezione evangelica, che aveva concepita nella mente e promessa in voto con la professione. Divenuto dunque araldo del Vangelo si aggirava per città e paesi, annunciando il Regno di Dio non con il linguaggio dotto della sapienza umana ma nella potenza dello Spirito Santo: il Signore, quand’egli parlava, lo dirigeva con rivelazioni anticipatrici e confermava la sua parola con i prodigi che la accompagnavano”.
Da LEGGENDA MINORE (Cap. 2) di san Bonaventura
AVVISI DELLA SETTIMANA
DOMENICA 26 APRILE: quarta di PASQUA
Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni
ore 16.30, al Fopponino, Battesimo di TONELLI Delia, Penelope
Piccola PREGHIERA per le VOCAZIONI
Padre santo, arricchisci la Chiesa di tante vocazioni
perché ogni persona si sappia amata e benedetta,
conosca la via del Vangelo come via della Vita
e raggiunga la felicità promessa alle figlie e ai figli di Dio
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INCONTRI di CATECHISMO ore 17.00 in ORATORIO
Lunedì 27, GRUPPO “CRISTIANI”: Incontro di Catechismo
Mercoledì 29, GRUPPO “DISCEPOLI”: Incontro di Catechismo
Giovedì 30, GRUPPO “AMICI”: Gioco e Preghiera
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Da Martedì 28 aprile a Venerdì 1° maggio
15 persone con don Serafino faranno un VIAGGIO artistico culturale in EMILIA
per scoprire la bellezza di 3 CITTA’: Parma, Modena e Bologna
e nel ritorno compiere una sosta significativa a Pavia.
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Mercoledì 29 aprile, ore 15.30: per la Terza Età
don Andrea il cap. 3 del sussidio “In cammino di pace”
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Per TUTTO il MESE di MAGGIO
Ogni giorno durante le s. Messe, feriali e festive,
reciteremo la poesia – preghiera di san Francesco:
il Cantico delle Creature;
ogni giorno alle ore 18 nella Cappella dedicata a Maria:
recita del Santo Rosario;
ogni domenica alle s. Messe delle ore 10 e 11.30,
dopo la lettura del Vangelo, daremo la parola ai laici
per ascoltare la loro presentazione del
Cantico delle Creature
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DOMENICA 3 MAGGIO: quinta di PASQUA
Giornata nazionale di sensibilizzazione per il sostegno economico
della Chiesa Cattolica attraverso la firma dell’8x1000
Presentazione del Cantico delle Creature
Ore 10: MARCO GARZONIO, psicoterapeuta, giornalista, scrittore
Ore 11.30: NICOLA GALLUCCI, insegnante


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