Preghiera comunitaria - 1° incontro anno pastorale 2025-2026
- Fopponino Milano
- 10 ott
- Tempo di lettura: 12 min
Qui puoi trovare il testo della preghiera del primo incontro di preghiera comunitaria mensile di quest'anno.
Ti aspettiamo martedì 14 ottobre 2025, alle 19, nella cripta della chiesa sotto l’altare maggiore
Parrocchia S. Francesco d’Assisi al Fopponino
in preghiera
Sia Fatta la Tua Volonta’

“La Grande Onda di Kanagawa ( 1831) - Katsushika Hokusai -
The Metropolitan Museum of Art, New York
“Un mondo bello ”
ENTRIAMO IN PREGHIERA
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo
(facciamo un segno della croce ampio, che prenda il nostro corpo come un abbraccio)
Ci accompagna questa sera per iniziare il nostro cammino, un quadro di Hokusai, “La Grande Onda”. Potremmo dire per molti di noi, IL quadro di Hokusai, l’unico che abbiamo impresso nella memoria. Un quadro che abbiamo guardato tutti, o quasi tutti, come fosse un quadro unico. E invece questo è solo una delle litografie che compongono un’opera ben più vasta e complessa, che ha per titolo Le 36 vedute del monte Fuji.
Perché questo era l’intento, questo è il centro: il monte Fuji. La montagna sacra, perennemente innevata sulla sommità dei suoi quasi 4000 metri di altitudine, vulcano attivo e ribollente, che accoglie laghi, prati verdi, rocce, alberi e arbusti, animali di ogni specie a secondo dell’altitudine.
Il Fuji che da 600.000 anni si erge maestoso, temuto, venerato, amato. Visibile da ogni punto del Paese. Questo ci vuole mostrare il quadro.
Guardiamo qualche altra immagine tra le oltre 46 litografie che fanno parte di questa opera.
Il Fuji è sempre lì.
È il nostro punto di vista che ce lo mostra in modo diverso, o forse addirittura lo fa sparire dal nostro campo visivo e di attenzione.
Proviamo a seguire con lo sguardo i quadri delle pagine seguenti, soffermandoci pochi secondi su ognuno di essi, per gustare con calma la visione del Fuji, il monte sacro, il punto.

No. 2 Vento del Sud, Cielo sereno (凱風快晴), anche conosciuto come Fuji Rosso, 1830–32

No. 25 ll Fuji riflesso nel Lago Kawaguchi, (甲州三坂水面 ), 1830–32

No. 5 Sundai, Edo (東都駿台), 1830-32

No. 10 Ejiri nella provincia di Suruga (駿州江尻), 1830-32

No.31 Umezawa nella provincia di Sagami (相州梅沢庄), 1830-32

No. 41 L’aurora a Kōshū Isawa (甲州伊沢暁?), 1830-32
La Grande Onda è solo uno dei punti di vista.
C’è ancora qualcosa da notare guardando questo quadro. Per noi occidentali, che leggiamo da sinistra a destra, la prima immagine che arriva alla nostra attenzione è l’onda, che diventa il fulcro del nostro sguardo, che cattura anche il nostro immaginario e ci fa presagire disastri e tragedie, che ci mette ansia, con la fretta di reagire, eliminando dalla visione quasi tutto il resto, spesso anche il monte sacro.
Ma per un giapponese, che legge da destra a sinistra, il punto di partenza sono le barche che solcano il mare e attraversano le onde. Singolare…. le persone sulle barche sono sedute, ordinate, nessuno sembra agitato o sconvolto. Pescatori che rientrano a casa, piccoli piccoli, consci della propria fragilità di fronte all’immensa potenza del creato. Come finirà la storia non ci viene mostrato.
Il primo ostacolo che incontriamo quando entriamo in preghiera, cercando Dio, è spesso questo fragore rumoroso e spaventoso che sentiamo arrivarci dal mondo esterno.
Radio e televisioni sempre accese, che ormai il più delle volte ci danno notizie catastrofiche, che enfatizzano, con il tono della voce e con parole accuratamente scelte proprio la tragedia e inducono all’ansia; suonerie del cellulare che ci segnalano messaggi, gente che ci parla, ci chiede, mille cose da fare, per i figli, i nipoti, il lavoro. Scadenze che hanno quasi dell’impossibile, centinaia e migliaia di parole lette, sentite, di video.
La nostra mente è continuamente proiettata in mille direzioni trascinata dagli stimoli che la sollecitano. Il nostro pensiero corre da una notizia all’altra, da una cosa da fare ad un’altra, da una chat all’altra … vaghiamo, con la mente che, spesso velocissima, senza controllo, passa da un punto all’altro dello spazio, del tempo, delle conversazioni, sempre fuori da noi stessi.
E Dio invece sta lì, in ogni attimo del nostro presente. Aspetta. Ci aspetta, mi aspetta.
"Fermatevi e riconoscete che io sono il Signore". (Salmo 46, 10). Fermatevi, che può essere anche tradotto dall’ebraico come "cessate", "calmatevi".
Fermiamoci.
È un vero e proprio “esercizio” quello di fermarsi, di trovare il tempo del silenzio, un esercizio che richiede cura e pratica. Va curato nel luogo, nell’attenzione tenace a creare un silenzio “fisico”. E poi necessita di un certo coraggio per imparare a tornare al presente in ogni istante. A guardare da destra e non da sinistra.
Cominciamo a camminare per questa strada del silenzio e il silenzio diventerà una via per poter vedere e sentire la presenza di Dio e per permetterGli di riempire le nostre vite.
Di fronte al Signore, ora, e invocando l’aiuto dello Spirito Santo preghiamo insieme:
Signore, mio Dio, consegno nelle Tue mani il mio fermo proposito di fare silenzio, un tempo di silenzio in ognuna delle mie giornate, perché desidero tanto poterTi ascoltare. Ti consegno la mia decisione di lasciare qualche incombenza, di lasciare i libri e le parole, la musica e i messaggi, per qualche momento, ogni giorno. Di fermarmi, in assoluto silenzio e immobilità. Sostienimi Signore, aiutami. Perché ho tanto desiderio di incontrare Te in me. Amen
Facciamo ora silenzio e lasciamo che lo Spirito ci abiti
Prima di entrare nel testo della Parola di questa sera, invochiamo insieme lo Spirito Santo:
*Spirito Santo sussurra ai nostri cuori la Parola che illumina la strada perché la nostra vita diventi vita veramente e totalmente umana e creativa, come Dio sognava quando ci creò.
*Spirito Santo scalfisci la nostra corazza di razionalismo, pensiero e parole, ferisci fino a far sanguinare di sangue di vita il nostro cuore, perché possiamo davvero diventare custodi del creato, fecondi e generativi.
Genesi 1,1-2,4
Quando Dio creò il cielo e la terra, la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: giorno primo. Dio disse: «Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno. Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne. Dio chiamò l’asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che fanno sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la propria specie». E così avvenne. E la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno. Dio disse: «Ci siano fonti di luce nel firmamento del cielo, per separare il giorno dalla notte; siano segni per le feste, per i giorni e per gli anni 15 e siano fonti di luce nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne. E Dio fece le due fonti di luce grandi: la fonte di luce maggiore per governare il giorno e la fonte di luce minore per governare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per governare il giorno e la notte e per separare la luce dalle tenebre. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: quarto giorno. Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona. Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». E fu sera e fu mattina: quinto giorno. Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici, secondo la loro specie». E così avvenne. Dio fece gli animali selvatici, secondo la loro specie, il bestiame, secondo la propria specie, e tutti i rettili del suolo, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona . Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». E Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra». Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona . E fu sera e fu mattina: sesto giorno. Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò (šābat) nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli aveva fatto creando. Queste sono le origini del cielo e della terra, quando vennero creati.
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Riflessione
Un testo immenso come questo richiederebbe anni di studio e di meditazione.
Non a caso è la prima pagina della Bibbia…
Per altro riflettere sulla Volontà di Dio è un’altra impresa titanica e forse anche un poco arrogante e presuntuosa.
Allora affidiamoci quest’anno, nel nostro cammino, ai suggerimenti che lo Spirito darà ad ognuno di noi, impegnandoci piuttosto a “esercitarci” nel Silenzio, per preparare in noi un “tempio” di preghiera.
A queste riflessioni sui testi lasciamo solo il compito di dare dei “punti” che indirizzino il cuore alla grazia che stiamo chiedendo quest’anno, quella di comprendere la volontà di Dio sulla sua creazione, il desiderio di Dio per le sue creature. Starà ad ognuno di noi poi ascoltare nel cuore quale è il desiderio particolare che Dio ha per lui/lei e intuire come vivere le proprie giornate perché la volontà di Dio sul mondo si realizzi, ogni giorno.
Quando Dio creò il mondo... Questa traduzione ci aiuta a leggere più agevolmente questo brano e a vedere l’azione e la volontà di Dio.
Quando Dio creò il mondo tutto era informe. Un magma di elementi indifferenziati, senza scopo, senza relazione e senza limiti.
E Dio parla, con parola mite ma decisa, e la Sua parola realizza ciò che dice. Sempre.
Dio disse: «Sia la luce!» Il primo dono è la “Luce”. Luce che pone le tenebre in un luogo e in un tempo definito, impedendo che lasci spazio a,e occulti il caos. La luce sapiente di Dio… una luce che prende ciò che c’è e lo rende “bello”, una luce che divide, che fa ordine, che vede la reale attitudine, il posto giusto di ogni cosa, perché tutto sia “buono”.
Dio separò... il grande lavoro della creazione del mondo è riordinare, separare, mantenendo tutto ciò che c’è, ma dando forma a questa confusione con chiari limiti ad ogni cosa. Questa azione salva dall’informe e dall’indeterminato, costituendo progressivamente un mondo differenziato e ordinato, bello, armonioso, attraverso il dominio mite della parola.
Dio chiamò…. Dio dà un nome ad ogni elemento e con il nome definisce il suo fine, il suo limite, la sua “vocazione “, appunto.
Dio vide…. C’è un atto di “giudizio” di Dio, in senso etico, estetico, funzionale e attitudinale. Bello è parola complessa in ebraico; è bello, buono, funzionale, è la cosa giusta, è il posto giusto per ognuno. Astri e acque, sole e luna, notte e giorno, tutto concorre a creare un armonico e sinergico funzionamento del cosmo. A segnare il tempo, gli spazi, le stagioni…. Ed è bello!
Forse se lasciassimo che la Luce di sapienza di Dio ci illuminasse e la sua Parola ci colpisse, anche noi potremmo fare ordine nel nostro disordine, dare limiti ad ogni nostra caratteristica e attitudine per renderle armoniche con le altre e con “gli altri”, potremmo risuonare insieme, stando al nostro posto, nell’orchestra del mondo, con le nostre peculiarità, con il nostro limite, con il nostro posto specifico e vocazionale. Lasciando che Dio parli, che separi e che “giudichi” cosa è bello.
Fatto un ordine buono e bello di tempo e spazio, Dio comanda alla terra di produrre germogli, erba e alberi da frutto. Prepara le condizioni per la vita.
E quindi comanda che nel mare prolifichino pesci e nel cielo uccelli e che la terra produca esseri viventi, animali di ogni specie, ognuno secondo la propria specie…. Ognuno secondo la propria specie dà un limite, ma determina anche il fine e l’identità. Dio benedice gli animali e dona loro generatività.
Nello stesso giorno in cui comanda alla terra di produrre gli animali, Dio crea l’uomo. Ma qui il linguaggio cambia. “Facciamo “… cambia verbo e diventa plurale! Ma da dove viene questo plurale? Non esisteva nella cultura antico-testamentaria il concetto di Trinità e neppure il plurale maiestatis. Con chi sta “facendo” l’uomo Dio?
Sembra quasi che l’uomo sia già coinvolto… Brivido…
Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza”
Immagine e somiglianza non sono sinonimi. Non è una ripetizione …. “Immagine” è un concetto plastico, può rammentarci una statua o una sorta di caratteristica genetica. È come dire che l’uomo ha anche una parte divina, è quasi una sua definizione: il mistero dell’uomo non può essere compreso separatamente dal mistero di Dio. Infatti l’uomo non è creato secondo la “sua specie”, come tutti gli altri esseri viventi, perché l’uomo è di specie divina... Altro brivido…
E subito dopo dice… “domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». E’ questo che vuole Dio, che, come Lui, siamo custodi della bellezza del creato, come Dio creatori e creativi, come Dio responsabili e artefici dell’equilibrio e dei limiti del mondo, come Dio…
Somiglianza invece è un concetto astratto, è quello che un figlio prende dai genitori, un modo di fare, una smorfia, un modo di guardare, un modo di agire…. Uno stile.
Poche righe dopo infatti… “Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò”. Si torna al singolare, solo Dio ora sta creando e la somiglianza sparisce, non la crea Dio.
La somiglianza dobbiamo costruirla noi… Con la nostra vita.
E a questo punto Dio parla per donare. Dona il cibo. Il cibo è un dono, non si lotta per il cibo, ognuno ha il suo. Non si mangia tutto quello che c’è. Si mangia nel rispetto della creazione quello che ci è donato. Limite.
E Dio guarda a questo punto e vede che tutto è cosa buona, molto buona. Bella, molto bella.
E si ferma. Dio di ferma!! Dio si auto-limita, ferma la sua potenza, non riempie ogni spazio, ogni dettaglio, ogni immaginazione e apre all’autonomia e alla creatività dell’umanità, creata a Sua immagine e quindi con iscritte tutte le capacità che servono e bastano per governare il mondo e renderlo bello e buono. Chiamata a vivere come sua somiglianza. Meraviglioso.
Facciamo silenzio ora, lasciamo che questa Parola muova il nostro cuore. È immensa. Fermiamoci dove il cuore freme e sente di volersi fermare. È lì che Dio ci parlerà. Sia fatta la Sua volontà.
Silenzio . (facciamo un tempo di silenzio volendo facendoci accompagnare da Ludovico Einaudi –Nefeli https://www.youtube.com/watch?v=VV6URsHMcfk)
Preghiamo insieme a cori alterni il Salmo 18
I cieli narrano la gloria di Dio,
e l'opera delle sue mani annunzia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il messaggio
e la notte alla notte ne trasmette notizia.
Non è linguaggio e non sono parole,
di cui non si oda il suono.
Per tutta la terra si diffonde la loro voce
e ai confini del mondo la loro parola.
Là pose una tenda per il sole
che esce come sposo dalla stanza nuziale,
esulta come prode che percorre la via.
Egli sorge da un estremo del cielo
e la sua corsa raggiunge l'altro estremo:
nulla si sottrae al suo calore.
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l'anima;
la testimonianza del Signore è verace,
rende saggio il semplice.
Gli ordini del Signore sono giusti,
fanno gioire il cuore;
i comandi del Signore sono limpidi,
danno luce agli occhi.
Il timore del Signore è puro, dura sempre;
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,
più preziosi dell'oro, di molto oro fino,
più dolci del miele e di un favo stillante.
Ti siano gradite le parole della mia bocca,
davanti a te i pensieri del mio cuore.
Signore, mia rupe e mio redentore.
Ti siano gradite le parole della mia bocca,
davanti a te i pensieri del mio cuore.
Signore, mia rupe e mio redentore
Gloria al Padre …
…..
Padre nostro ...
Per pregare ancora
Spirito che aleggi sulle acque,
calma in noi le dissonanze,
i flutti inquieti, il rumore delle parole,
i turbini di vanità,
e fa sorgere nel silenzio
la Parola che ci ricrea.
Spirito che in un sospiro sussurri
al nostro spirito il Nome del Padre,
vieni a radunare tutti i nostri desideri,
falli crescere in fascio di luce
che sia risposta alla tua luce,
la Parola del Giorno nuovo.
Spirito di Dio, linfa d'amore
dell'albero immenso su cui ci innesti,
che tutti i nostri fratelli
ci appaiano come un dono
nel grande Corpo in cui matura
la Parola di comunione.
(di Frère Pierre-Yves di Taizé)
Letture consigliate: Laudato si’ – Capitolo 2 - «Il Vangelo della creazione» di Papa Francesco



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