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Il Fopponino - 21 gennaio 2024


III Domenica dopo l'Epifania

21 gennaio 2024

III Settimana Diurna Laus


Domenica 21 GENNAIO: Mese della PACE

Pellegrini

 

        “Ambrosianeum e Geaway promuovono un Pellegrinaggio di solidarietà a Gerusalemme dal 18 al 21 marzo. Pensare d’andare in Terra Santa «per una preghiera di intercessione e di pace» mentre spirano venti cupi di guerra è non arrendersi a: cupio dissolvi delle armi, impotenza delle diplomazie, logica di schieramenti culturali e geopolitici, simmetrie della memoria, calcoli del “a pro di chi” e “chi te lo fa fare”. Recarsi nella Città Santa alle tre religioni monoteiste da pellegrini (l’uomo in perenne cammino) è realismo e insieme rifiuto dell’ineluttabilità del male. Niente potrà esser riportato ad integrum come nulla fosse successo: le orrende violenze di Hamas del 7 ottobre; le reazioni muscolari di Netanyahu; i 23 mila morti a Gaza e quelli in Cisgiordania; i patimenti di ostaggi e famiglie; delegittimazione di Onu e Ong; rischi di contagi per altre guerre.

                   Ma a Gerusalemme sinagoghe, chiese, moschee, strade e mura pongon domande a chi le accosta con animo sgombro e non offrono risposte facili e scontate; son pietre vive di speranza contro ogni speranza, semi di vita, spinte a rialzarsi in tensioni secolari. Pregare sul Sion fa cader maschere e proiezioni. Chi prega Dio mette a nudo l’hỳbris dell’uomo: insolenze, tracotanze, prevaricazioni, pervicaci sopravvalutazioni delle forze. Pregare è riconoscersi fragili ma non impotenti, cattivi ma non predestinati al buio, bisognosi di cambiare a partire da sé. Dalla Città Santa spira l’essenza della tradizione biblica: nell’istante in cui l’Architetto del mondo disse «Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza» capì che plasmava una creatura totalmente libera, capace grazie allo spirito che lui infondeva in quell’essere plasmato dalla terra di rinnegare lo stesso artefice, bestemmiarlo, volgere al male bellezza, armonia, bene che lui Creatore aveva sognato per uomo e universo rimediando al caos originario.

                   Andare a pregare dove i figli di Abramo han radici di senso è affidarsi al “silenzio energia”, per dirla con André Neher, alla fonte della Creazione, al Bene. Ascoltare silenzio e Parola, raccolti in sé e in comunione con altri aiuta a capire ciò che parrebbe sfuggire alla comprensione. L’inizio d’una svolta, almeno nei cuori!” 

 Marco Garzonio

 

 

Dal MESSAGGIO del Santo Padre FRANCESCO per la 57.ma GIORNATA MONDIALE della PACE

Intelligenza artificiale e pace

4. Il senso del limite nel paradigma tecnocratico

          Il nostro mondo è troppo vasto, vario e complesso per essere completamente conosciuto e classificato. La mente umana non potrà mai esaurirne la ricchezza, nemmeno con l’aiuto degli algoritmi più avanzati. Questi, infatti, non offrono previsioni garantite del futuro, ma solo approssimazioni statistiche. Non tutto può essere pronosticato, non tutto può essere calcolato; alla fine «la realtà è superiore all’idea» e, per quanto prodigiosa possa essere la nostra capacità di calcolo, ci sarà sempre un residuo inaccessibile che sfugge a qualsiasi tentativo di misurazione.

 

         Inoltre, la grande quantità di dati analizzati dalle intelligenze artificiali non è di per sé garanzia di imparzialità. Quando gli algoritmi estrapolano informazioni, corrono sempre il rischio di distorcerle, replicando le ingiustizie e i pregiudizi degli ambienti in cui esse hanno origine. Più diventano veloci e complessi, più è difficile comprendere perché abbiano prodotto un determinato risultato.

 

         Le macchine “intelligenti” possono svolgere i compiti loro assegnati con sempre maggiore efficienza, ma lo scopo e il significato delle loro operazioni continueranno a essere determinati o abilitati da esseri umani in possesso di un proprio universo di valori. Il rischio è che i criteri alla base di certe scelte diventino meno chiari, che la responsabilità decisionale venga nascosta e che i produttori possano sottrarsi all’obbligo di agire per il bene della comunità. In un certo senso, ciò è favorito dal sistema tecnocratico, che allea l’economia con la tecnologia e privilegia il criterio dell’efficienza, tendendo a ignorare tutto ciò che non è legato ai suoi interessi immediati.

 

Questo deve farci riflettere su un aspetto tanto spesso trascurato nella mentalità attuale, tecnocratica ed efficientista, quanto decisivo per lo sviluppo personale e sociale: il “senso del limite”.

 

         L’essere umano, infatti, mortale per definizione, pensando di travalicare ogni limite in virtù della tecnica, rischia, nell’ossessione di voler controllare tutto, di perdere il controllo su sé stesso; nella ricerca di una libertà assoluta, di cadere nella spirale di una dittatura tecnologica. Riconoscere e accettare il proprio limite di creatura è per l’uomo condizione indispensabile per conseguire, o meglio, accogliere in dono la pienezza. Invece, nel contesto ideologico di un paradigma tecnocratico, animato da una prometeica presunzione di autosufficienza, le disuguaglianze potrebbero crescere a dismisura, e la conoscenza e la ricchezza accumularsi nelle mani di pochi, con gravi rischi per le società democratiche e la coesistenza pacifica.

 

RUBRICA : “(Non) Sono solo canzonette”

 

“IL SENSO del LIMITE nel PARADIGMA TECNOCRATICO”

 

Iron Maiden – DUE MINUTI A MEZZANOTTE (TWO MINUTES TO MIDNIGHT (1984) https://youtu.be/9qbRHY1l0vc

 

La scelta musicale per questa settimana è caduta su un brano del gruppo inglese Iron Maiden, anno 1984. Può sembrare provocatorio o quantomeno azzardato, in un contesto religioso come questo, proporre una canzone di una band appartenente al cosiddetto genere “heavy metal”, spesso considerato eversivo. Ma proprio come le religioni più classicamente intese, il metal tratta di tematiche come il dolore e la morte, con una funzione esorcizzante: il ricorso a immagini orrifiche, truculente ed estremamente crude, è un espediente già praticato dalle iconografie sacre per mostrare le miserie, le fallacie del corpo in contraltare alle prospettate beatitudini dell’anima.

 

Il titolo della canzone è un riferimento al famoso orologio – il Doomsday Clock - ideato da un’associazione di scienziati atomici americani dell'Università di Chicago nel 1947 che, in base alle condizioni della società mondiale e agli avanzamenti tecnico-scientifici, misura in minuti quanto siamo lontani dall’apocalisse, per convenzione indicata come la “mezzanotte”. Al momento della sua creazione, in piena guerra fredda, fu simbolicamente impostato sette minuti prima. Nel 1984 arrivammo a mezzanotte meno due minuti. Nel 2023, a causa della situazione sanitaria mondiale dovuta alla pandemia, ai cambiamenti climatici e al rischio di escalation nucleare dei conflitti, sono state raggiunte le 23:58:30, costituendo il nuovo record assoluto dalla nascita del conteggio. Per fortuna nostra l’orologio in questione prevede anche la possibilità di tornare indietro nel tempo. Quello che il Papa indica come la prodigiosa capacità umana di calcolo, con quel residuo – piccolo o grande che sia - che sfugge a qualunque misurazione: la speranza.

 

Uccidi per denaro o spara per ferire, ma non ci serve una ragione.

La gallina dalle uova d’oro è in libertà ed è sempre in stagione;

L’orgoglio annerito brucia ancora dentro questo guscio di tradimento insanguinato.

Ecco la mia pistola, ci sarà da divertirsi per l’amore della morte vivente.

 

La stirpe dell’assassino o il seme del demonio, il fascino, la fortuna, il dolore,

andiamo ancora in guerra, il sangue è la macchia della libertà,

ma non pregare più per la mia anima.

2 minuti a mezzanotte: le mani che minacciano distruzione.

2 minuti a mezzanotte: uccidere il feto ancora nel grembo.

 

I ciechi urlano: “Fate uscire le creature le mostreremo a chi non ci crede”.

Le urla al napalm di torce umane il festino di Belsen in prima serata… yeah!

Come motivo per il massacro taglia la loro carne e lecca il succo,

oliamo le mascelle della macchina della guerra e la nutriamo con i nostri figli.

 

La stirpe dell’assassino o il seme del demonio, il fascino, la fortuna, il dolore, (..)

2 minuti a mezzanotte: le mani che minacciano distruzione

2 minuti a mezzanotte: uccidere il feto ancora nel grembo.

 

Sacchi mortuari e piccoli, stracci di bambini dilaniati in due

e il cervello gelatinoso di quelli che restano per puntare il dito verso di te

Come pazzi giocano con le parole e ci fanno ballare le loro canzoni

Milioni di persone che muoiono di fame per produrre un’arma migliore

 

La stirpe dell’assassino o il seme del demonio, il fascino, la fortuna, il dolore, (..)

2 minuti a mezzanotte: le mani che minacciano distruzione

2 minuti a mezzanotte: uccidere il feto ancora nel grembo.

 

 


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