top of page

Il Fopponino del 28 Giugno 2026

  • Immagine del redattore: Fopponino Milano
    Fopponino Milano
  • 8 ore fa
  • Tempo di lettura: 6 min

V Domenica dopo Pentecoste

I Settimana Diurna Laus


Domenica 28 giugno: Giornata per la Carità del Papa

“Il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare

nell’amore fra voi e verso tutti”


Con queste parole dell’Apostolo Paolo vogliamo aprire il nostro cuore in occasione della Giornata per la Carità del Papa di domenica 28 giugno 2026.


“L’invito di san Paolo non è solo un augurio, ma è piuttosto una chiamata anche per la nostra Comunità: la fede, per essere autentica, deve tradursi in un amore che non si accontenta, che non si chiude nel perimetro dei nostri bisogni, ma che “sovrabbonda”, arrivando a toccare le ferite del mondo intero.

Questa “eccedenza” della carità trova una sua particolare espressione nel ministero del Santo Padre. Con la sua missione, che abbraccia ogni continente, il Papa si fa annunciatore del Vangelo e, al contempo, promotore instancabile dello sviluppo umano integrale, della giustizia, della pace e della fratellanza tra i popoli.

La Giornata per la Carità del Papa ci permette di partecipare attivamente a questo grande disegno di amore. Il gesto concreto si traduce in aiuti essenziali per tante opere caritative in tutto il mondo, in favore di persone e famiglie in difficoltà estrema, popolazioni devastate da guerre o colpite da calamità naturali, comunità che necessitano di un sostegno urgente in termini di assistenza sanitaria e di educazione. (…)

Facciamo nostra la preghiera dell’Apostolo: che il Signore ci doni la grazia di non stancarci mai di amare e che ci faccia “sovrabbondare” nella solidarietà, affinché, attraverso il nostro piccolo contributo, la carezza del Papa giunga a chi soffre.

In comunione con il Santo Padre”.

 

S. Ecc. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari

Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana

 

Francesco prima di san Francesco


Ancora con l’aiuto del libro di Chiara Mercuri: “FRANCESCO D’ASSISI – La storia negata”, vogliamo conoscere il giovane Francesco prima della sua scelta di “uscire dal secolo” per “fare penitenza” assumendo come “forma di vita il Vangelo” e quindi cominciare ad essere, per i frati e per tutti, san Francesco.

 

“Francesco dedica diversi anni della sua vita di adulto all’attività di mercante, nella bottega di famiglia, che abbandonerà solo all’età di 25 anni.

Il padre vorrebbe insegnare al figlio a non vergognarsi della propria ricchezza, a non sentirsene in colpa, ma a pensarla come la giusta ricompensa di chi ha saputo fare e non si è tirato indietro dalla fatica del fare.

Pietro probabilmente nutre il sospetto che Francesco non scorga giustizia nella diversità dei destini umani. Ciò gli appare con evidenza quando lo vede esplodere in gesti di generosità eccessiva; come quando in luogo di licenziare un mendicante con l’obolo di una moneta, affonda entrambe le mani nella cassa per offrirgliene un cospicuo gruzzolo, il che, prima che spazientire Pietro di Bernardone turba il mendicante stesso, timoroso che il travaso di quel denaro possa portarsi dietro la “pazzia” del donatore.

Quando Francesco è poco più che un adolescente, Pietro spera ancora che la liberalità del figlio possa attribuirsi al desiderio di apparire munifico, al desiderio di conquistare l’amicizia di quei giovani che, come lui, liberi dalla miseria, possono condurre un tipo di vita non condizionata da preoccupazioni materiali, tra feste e banchetti, così come è scritto nella Leggenda dei tre compagni: “Non molti giorni dopo che fu tornato ad Assisi, una sera dai suoi compagni fu eletto per loro signore, perché, secondo che a lui piacesse, sostenesse le spese ed egli fece preparare un sontuoso banchetto, come altre volte aveva fatto. Ed essendo tutti ben saziati, usciti di casa, i compagni insieme lo precedevano e così andavano cantando per la città”. Dunque, Pietro non è ancora sicuro che la prodigalità del figlio sia un’inclinazione da correggere, perché essa potrebbe essere figlia di un calcolo, essere cioè il necessario investimento che Francesco ritiene di dover mettere in campo per venir accettato nel consesso delle famiglie che più contano in Assisi.

Pietro pensa di avere un figlio che come lui ha sposato l’etica del guadagno (…) non è però questo figlio – che tanto gli somiglia – che i giovani facoltosi di Assisi corteggiano, non è lui che cercano, non è di lui che parlano, non è lui che eleggono re delle loro feste. Invece è Francesco ad esercitare su di loro una forza di attrazione inspiegabile. Se davanti al mercante Pietro di Bernardone c’è chi in città storce il naso, davanti a Francesco no, davanti a Francesco puntualmente si scatena un’ammirazione sincera e contagiosa.

Nonostante la sua ristretta visione del mondo, Pietro non può fare a meno di notare che Francesco è dotato di un fascino naturale che, in modo speciale, riesce a scoprire durante i loro viaggi d’affari. In Francia, in una società diversa dalla sua, Francesco mette a frutto le sue buone inclinazioni: impara velocemente la lingua, e non nella forma rudimentale che serve a Pietro per le sue compravendite, ma ad un livello alto, quello che gli permette di apprezzare e comprenderne la cultura. Della Francia gli interessa soprattutto la letteratura, una letteratura nuova che se a Pietro appare futile e corrotta a Francesco invece dona contenuti fortemente simbolici, tutti riferiti all’amore. L’amore che piace a Francesco non rientra nelle dinamiche del possesso, è invece l’amore che genera sofferenza e passione, che prima di tradursi in azione, diventa acuto dolore dell’anima. E’ un amore che si trasforma in travaglio interiore e rivela una grandezza inaspettata: si tratta dell’amore cortese che non si chiude in sé, non si traduce in amore di casata o di popolo, ma trasforma quell’amore individuale in amore e difesa di tutti gli oppressi.

Così Francesco inizia la sua conversione spirituale come alunno dell’etica cortese. I compagni ci attestano la sua passione per i poeti girovaghi, che, in lingua d’oil, diffondono le storie del ciclo bretone per le corti e per le piazze di Francia. Egli, come loro, ama andare per le strade della sua città per cantare le prove che affronta l’animo nobile vinto da amore. Le canzoni che lui stesso compone, reinventando o reinserendo i temi della letteratura d’Oltralpe, devono renderlo molto apprezzato tra i giovani di Assisi; ogni volta che torna dalla Francia, Francesco deve apparire come rilucente di un mondo lontano, che ai suoi coetanei deve risultare, nella sua profonda alterità, affascinante e misterioso.

Uno dei dati biografici attestati con maggiore insistenza dai suoi compagni è l’amore di Francesco per la lingua e la letteratura francese. Il francese, infatti, resterà sempre per lui una lingua intercambiabile al latino e al volgare; egli si esprimerà nell’una e nell’altra lingua a seconda della ispirazione. Alcuni hanno notato che la lingua francese gli serve soprattutto per superare la timidezza, per rompere gli indugi, quando si trova nell’imbarazzo di dover irrompere sulla scena – una piazza, un pubblico, un palco, una via – e tradurre in gesto un messaggio urgente che gli sta particolarmente a cuore comunicare. Ma sono comunque varie e diversificate le situazioni nelle quali i compagni riferiscono che egli risponde, apostrofa o domanda “in lingua franciosa”.

Ben attestati sono anche i riferimenti che Francesco fa prima e dopo la conversione ai temi e ai personaggi del ciclo bretone, che inserisce come esempi, come metafore, come spunti per i suoi discorsi e per le sue prediche.

Il rapporto assiduo di Francesco con la lingua e la letteratura francese ha fatto pensare ad una presunta, quanto erronea, origine francese della madre. Un errore che – come spesso accade – si dimostra assai eloquente nel rivelare quello che fu un tratto da tutti ritenuto assai caratterizzante della sua personalità e che invece, nelle sue biografie, verrà di molto attenuato se non addirittura cancellato”.

 


AVVISI  DELLA  SETTIMANA


DOMENICA 28 GIUGNO: V dopo PENTECOSTE

Ci uniamo nella preghiera di ringraziamento a s. Ecc. Mons. Carlo Ghidelli

che oggi ricorda il 68° anniversario di ordinazione sacerdotale!

Giornata della Carità del Papa 2026

“Il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti” (1Ts 3,12)

“Aiutiamo il Papa ad aiutare in ogni momento con un piccolo gesto”

Durante la s. Messa delle ore 11.30 partecipazione delle 6 Coppie 

a conclusione del Percorso in preparazione al Matrimonio cristiano

----------------------------------- 

Oggi pomeriggio, partenza per Champorcher (AO):

28 Giugno – 4 Luglio: è la vacanza del GRUPPO MEDIE

----------------------------------- 

Lunedì 29 giugno, Solennità dei ss. Pietro e Paolo, Apostoli

Rinnoviamo la nostra preghiera per il Santo Padre LEONE XIV

----------------------------------- 

Sabato 4 luglio, ore 11.30, al Fopponino, Battesimo di Migliorati EDOARDO

----------------------------------- 

DOMENICA 5 LUGLIO: VI dopo PENTECOSTE

S. Messe: 8.30 (Fopponino) – 11 (in Chiesa) – 18.30 (Fopponino)

----------------------------------- 


Orario s. Messe: da LUGLIO all’inizio di SETTEMBRE


FERIALI:

da MARTEDI’ 7 luglio a VENERDI’ 4 settembre,

la s. Messa delle ore 9.00 sarà nella Chiesa del Fopponino

(ogni SABATO: ore 9 e poi la s. Messa vespertina alle ore 18.30)

 

FESTIVI

da DOMENICA 5 luglio fino a DOMENICA 6 settembre,

la s. Messa delle 8.30 e 18.30 sarà nella Chiesa del Fopponino

la s. Messa delle ore 11 sarà nella Chiesa di san Francesco 

----------------------------------- 

DOMENICA 21 GIUGNO: “ABBIAMO RISO PER UNA COSA SERIA”

Ecco i numeri: abbiamo distribuito 108 pacchi di riso raccogliendo 627 euro.

“Gentile don Serafino, desidero ringraziarla per la disponibilità e per la generosità che ci avete dimostrato durante la nostra presenza del 20 e 21 giugno. Con l’offerta di riso abbiamo raccolto Euro 627 che contribuiranno a sostenere le nostre attività in Zambia a favore di donne, bambini e persone con disabilità. Un caro saluto

Eleonora”

 


Commenti


WEB DESIGN ALIO MODO

© 2023 Fopponino Milano. Tutti i diritti sono riservati.

Questo blog non rappresenta un prodotto editoriale, ai sensi della legge 62 del 7/3/2001.

bottom of page