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Il Fopponino del 15 Febbraio 2026

  • Immagine del redattore: Fopponino Milano
    Fopponino Milano
  • 11 ore fa
  • Tempo di lettura: 7 min

Ultima Domenica dopo l'Epifania

15 Febbraio 2026

II Settimana Diurna Laus


Domenica 15 Febbraio: Ultima dopo l’Epifania

Domenica detta “del perdono”


Come vivere la Vita cristiana


 

     Carissimi fratelli e sorelle,

intendo riprendere la proposta avviata domenica scorsa circa l’invito rivolto a ciascuno di scrivere il proprio racconto di vita cristiana, convinto che anche Tu, (anche solo per puro interesse personale) non solo sei in grado di compierlo, ma risulterebbe davvero utile al tuo cammino spirituale … quindi: provaci!

Sì, ma come? Giustamente mi potresti chiedere proprio così: come?

Ecco il “filo” o la “via” che conosco e che ti consiglio.

Prendi il Cantico di Maria, quel testo splendido che tutti conosciamo come il Magnificat. Tienilo caro, leggilo e pregalo, anche lentamente, scorrendolo più volte così da sentirlo tuo. Lì scoprirai che Maria parla di sé; meglio, ammirata, descrive quanto il Signore ha compiuto e sta compiendo in Lei al punto che fa esplodere tutta la sua riconoscenza nella magnificenza della lode e del grazie!

Ebbene anche Tu prova a riordinare il percorso della tua vita nel segno della lode e del grazie al Signore Dio per quanto ha fatto e sta facendo in te e prova ad elencare le azioni – spesso così sorprendenti e a volte “rivoluzionarie” – che hanno segnato la tua vita e che l’hanno accompagnata fino ad oggi.

         Sì, io penso che ciascuno di noi a partire dalle infinite diversità di situazioni vitali e di stile personale ha – ma questo vale ugualmente e davvero per tutti – la possibilità di specchiarsi e di riconoscersi nella preghiera del Magnificat e attraverso quelle parole di Maria narrare come diventa possibile non solo raccontare, ma vivere la propria Vita Cristiana … e come ha fatto Maria, anche Tu!

Ciascuno nella bellezza e nell’esultanza. Certo, ciascuno la sua!

 

don Serafino

RACCONTI di VITA CRISTIANA

 

Mi chiamo Leonardo e, se dovessi racchiudere l’essenza di quest’anno in una sola parola, sceglierei senza esitazione “inedito”. È un termine che forse non basta a esprimere la portata di tutto ciò che sto vivendo, ma sicuramente rende l’idea di quanto questo periodo sia sorprendente, imprevedibile e fuori dagli schemi che mi ero immaginato. Non è un anno che avevo progettato nei minimi dettagli; anzi, spesso mi sono lasciato interrogare da nuove esperienze che mi hanno spinto, giorno dopo giorno, a rimettermi in discussione, a pormi domande profonde e a cercare risposte che forse non ho ancora trovato del tutto.

 

Prima di raccontare cosa mi ha portato qui, però, sento il desiderio di offrirvi uno spaccato della mia storia personale, perché credo che le radici di ognuno di noi dicano molto su dove siamo e dove vogliamo andare.

Sono cresciuto a Cimiano, un quartiere vivace nella periferia nord-est di Milano. È un luogo che conserva tracce di un passato ricco, ma che allo stesso tempo guarda al futuro attraverso la presenza di persone provenienti da ogni parte del mondo. Passeggiare tra le sue strade significa immergersi in una realtà fatta di volti, lingue e tradizioni differenti, che si intrecciano e si contaminano a vicenda. Da bambino mi bastava uscire di casa per sentirmi parte di un mosaico più grande, senza dover attraversare confini o prendere mezzi per raggiungere chissà quali mete lontane. In quel microcosmo ho imparato ad ascoltare storie diverse dalla mia, ad accogliere la ricchezza della diversità e a lasciarmi sorprendere da tutto ciò che era “altro” rispetto al mio piccolo mondo familiare. Questa apertura l’ho sempre sentita come un dono prezioso, qualcosa che mi ha permesso di guardare oltre la superficie delle cose e di nutrire una curiosità sincera verso l’umanità nelle sue molteplici sfaccettature.

 

Nel luglio 2025 ho conseguito il diploma al Liceo delle Scienze Umane, un percorso di studi che mi ha aiutato a sviluppare uno sguardo critico e profondo sull’essere umano, sulle sue dinamiche relazionali e, più in generale, sul senso dell’educazione. Le materie che ho affrontato mi hanno stimolato a pormi interrogativi sul perché delle cose, sulle motivazioni che ci spingono ad agire e sul valore delle relazioni autentiche, sia a scuola sia nella vita quotidiana, sia nella mia Fede. È stato un viaggio che mi ha messo di fronte a me stesso, alle mie fragilità e alle mie passioni, facendomi crescere non solo a livello intellettuale, ma anche umano.

 

La mia fede cristiana è un altro pilastro fondamentale della mia crescita. Fin da piccolo ho vissuto a stretto contatto con i miei nonni, quattro persone semplici ma profondamente autentiche, che con il loro stile di vita mi hanno trasmesso l’idea di una fede concreta, vissuta ogni giorno attraverso piccoli gesti e una fiducia incrollabile nel Signore. Osservando il loro modo di affrontare la vita, ho capito che la fede non è fatta di grandi proclami o di gesti spettacolari, ma è piuttosto una presenza silenziosa e costante, una forza che sostiene nei momenti difficili e accompagna anche nei giorni più ordinari. I miei genitori, invece, mi hanno guidato nei primi passi dell’iniziazione cristiana e mi hanno sempre incoraggiato ad aprirmi a nuove esperienze, sia all’interno della comunità parrocchiale sia al di fuori, spingendomi a non avere paura di mettermi in gioco e di accogliere le sfide con coraggio e curiosità.

 

Nel mio cammino ci sono state due esperienze che mi hanno lasciato un segno profondo. La prima risale ai tempi della terza elementare, quando ho iniziato a frequentare il gruppo dei chierichetti. All’inizio era soprattutto una questione di partecipazione, di sentirsi parte di qualcosa di importante. Con il passare del tempo, però, tra una Messa e l’altra, ho capito che quel servizio andava ben oltre il semplice svolgere dei compiti: era un’occasione preziosa per vivere una relazione personale con Gesù, attraverso la liturgia e il servizio all’altare. Da allora questa esperienza mi ha accompagnato nella crescita, fino a portarmi oggi al ruolo di cerimoniere, una responsabilità che vivo con gratitudine e consapevolezza, sapendo che ogni gesto, anche il più piccolo, può essere testimonianza di una fede vissuta con sincerità.

La seconda esperienza determinante è stata quella con i Salesiani, dove per cinque anni ho ricoperto il ruolo di educatore di un gruppo di preadolescenti. È stato lì che ho davvero compreso il significato profondo del prendersi cura degli altri: non solo come impegno formale, ma come scelta di vita, come desiderio di essere una presenza significativa per chi mi stava accanto. Ho imparato che la fede non si esaurisce nel rito domenicale o nel servizio liturgico, ma si concretizza soprattutto nelle piccole azioni quotidiane, nel modo di relazionarsi con gli altri, nell’ascolto autentico e nella capacità di donare gioia. La spiritualità salesiana mi ha insegnato che educare è prima di tutto saper essere presenti, saper ascoltare e condividere la gioia del Vangelo in ogni circostanza, anche nelle situazioni più semplici.

 

Quest’estate, dopo il diploma, ho sentito il bisogno di prendere una pausa dalla frenesia, di rallentare e concedermi un tempo di ascolto interiore. Non volevo correre subito verso l’università, ma piuttosto fermarmi per capire cosa stava realmente maturando dentro di me, quali desideri e quali domande stessero emergendo con forza. È stato proprio in questo tempo sospeso, fatto di attese e riflessioni, che mi è arrivata una proposta inaspettata: quella di diventare educatore nella comunità in cui sono cresciuto. Ho accolto questa opportunità come un dono, ma anche come una grande responsabilità: sento il peso e la bellezza di accompagnare altri ragazzi nel loro cammino, provando a restituire almeno in parte ciò che io stesso ho ricevuto.

 

Ora, in questo anno “inedito”, sto attraversando una fase di continua scoperta. Ogni giorno mi confronto con nuove sfide e possibilità, mi metto alla prova, imparo dagli errori e mi lascio sorprendere dalle piccole conquiste quotidiane. Sento che sto costruendo un pezzo importante della mia strada, fatto di relazioni vere, domande sincere e di un desiderio costante di crescere come persona e come cristiano. Non so ancora dove mi porterà questo cammino, ma sono certo che ogni passo, pur nella sua incertezza, sta arricchendo la mia vita di significato, rendendomi più consapevole di chi sono e di ciò che desidero diventare.                

Leonardo Farina


AVVISI  DELLA  SETTIMANA


DOMENICA 15 FEBBRAIO, ULTIMA dopo l’EPIFANIA

Domenica detta “del perdono”

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Settimana di Carnevale: lunedì 16 – sabato 21 febbraio

sono sospesi gli INCONTRI di CATECHISMO

Mercoledì 18 febbraio, ore 15.30, per la TERZA ETA’

Festeggiamo il Carnevale Ambrosiano”:

 ritrovo per una merenda ricca di cioccolata con panna, tè e chiacchere.

Visione di un film a mantenere il clima di gioiosa allegria.

SABATO 21: CARNEVALE per TUTTI, Giovani e Adulti e Terza Età

dalle ore 19.30, ritrovo in salone Ghidoli, invito a condividere in amicizia,

 verso le 20.00, “amatricianata” … e non solo!

(Iscrizioni in sacrestia – euro 20 – entro venerdì 20 febbraio)

Durante la serata il Gioco della TOMBOLA

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Giovedì 19 febbraio, dalle 19.15 alle 21.00 (nella cripta della Chiesa grande)

riprende l’itinerario di preghiera ignaziana

per vivere con il Signore i momenti di malattia e le difficoltà che la vita ci presenta

Sabato 21, ore 15.30, al Fopponino, s. Messa e Battesimo di Jannetti Giuditta

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Domenica 22 febbraio - PRIMA di QUARESIMA

Al termine delle sante Messe: imposizione delle ceneri sul capo

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Resoconto della Raccolta straordinaria per la Prima Infanzia

Domenica 1 febbraio 2026


Offerte in denaro: 785 euro e 220 euro in Buoni Acquisto Supermercato

Alimenti e Prodotti per l’igiene: 35 confezioni omogeneizzati frutta, 6 confezioni di pastine e merendine, 7 pacchi di biscotti, 4 bottiglie olio EVO, 2 latte, 1 crema corpo, 1 biberon, 3 sacchetti con vari abitini, 10 pacchi pannolini.

 

“Come sempre un ringraziamento particolare va a Don Serafino che ogni anno accoglie con gioia questa iniziativa, alle volontarie e alle bimbe del catechismo che ci hanno aiutato ai tavoli di raccolta. 

Prima i Bambini non è uno slogan, ma è ribadire che il tema della vita ha un volto concreto, quello dei piccoli che con la loro semplicità e fiducia ci ricordano l'origine di ogni dono e la verità dell'amore gratuito, un criterio di discernimento per la Chiesa e per la società intera. 

Un grande GRAZIE a tutti i nostri parrocchiani, persone care e sempre generose che negli anni non fanno mancare il loro sostegno e il loro interesse verso queste iniziative concrete in favore della Vita.

Con gioia ci diamo appuntamento al prossimo anno!”

Luisa e Ivano



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