Il Fopponino del 18 Gennaio 2026
- Fopponino Milano
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e

II Domenica dopo l'Epifania
18 Gennaio 2026
II Settimana Diurna Laus
18 Gennaio 2026: II Domenica dopo l'Epifania
Per il XXV anniversario di Ordinazione Episcopale
di s. Ecc. Mons. Carlo Ghidelli
Una grazia straordinaria
Carissimi fratelli e sorelle,
son passati ormai 25 anni da quando sono stato eletto Vescovo della Diocesi di Lanciano - Ortona: una grazia straordinaria per la quale non smetterò mai di ringraziare il Signore. L’ho sempre considerata un dono speciale per me e per quella Chiesa. Nessun merito personale, solo una speciale attenzione alla sua amata Chiesa. La parola che mi torna spontanea nel cuore e sulle labbra è un grazie speciale nel quale mi sento di coinvolgere anche tutti i membri di quella Chiesa. Grazie, Signore Gesù, grazie di tutto cuore perché tu con la tua Chiesa non smetti mai di manifestare la tua benevolenza e la tua Grazia.
Siamo in tanti oggi a gioire per questo ennesimo dono con il quale abbellisci la tua amata Chiesa. Insieme con me oggi gioiscono molti fedeli perché non lasci mai mancare a loro Pastori solleciti e fervorosi. Tu, Pastore eterno, guarda sempre con bontà alla Chiesa di Dio che è in Lanciano - Ortona e guarda in speciale tutti i suoi abitanti. Te lo chiedo per quell’affetto straordinario che mi lega per sempre a quella archidiocesi. In particolare Ti chiedo di suscitare vocazioni sacerdotali in quella comunità ecclesiale e di suscitare anche fedeli laici uniti ai loro Pastori nel vincolo della sinodalità. Siamo tutti chiamati a camminare con sollecitudine sulle strade dell’apostolato e a rendere testimonianza a Gesù morto e risorto, Pastore della sua santa Chiesa. Guarda con particolare affetto soprattutto alla gioventù di quella archidiocesi e accendi in loro la fiamma dell’apostolato e della missionarietà.
Personalmente sento il bisogno di unire anche la Comunità del Fopponino in Milano nella quale ora sono ospite e per la quale prego Gesù, il buon Pastore, con infinta riconoscenza, grato soprattutto al Parroco don Serafino Marazzini per l’ospitalità e la compagnia che mi dona, nonché la vicinanza spirituale che mi manifesta. Prego il Signore Gesù, il buon Pastore, che benedica largamente questa cara Comunità che mi accoglie con fraterna amicizia.
Carlo Ghidelli Vescovo
L’Unità dei Cristiani
Dal Decreto sull’Ecumenismo UNITATIS REDINTEGRATIO n. 7 e 8
La conversione del cuore
7. Non esiste un vero ecumenismo senza interiore conversione. Infatti il desiderio dell'unità nasce e matura dal rinnovamento dell'animo, dall'abnegazione di sé stessi e dal pieno esercizio della carità. Perciò dobbiamo implorare dallo Spirito divino la grazia di una sincera abnegazione, dell'umiltà e della dolcezza nel servizio e della fraterna generosità di animo verso gli altri. «Io dunque - dice l'Apostolo delle genti – prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace» (Ef 4,1-3). Questa esortazione riguarda soprattutto quelli che sono stati innalzati all’ordine sacro per continuare la missione di Cristo, il quale «non è venuto per farsi servire, ma per servire» (Mt 20,28).
Anche delle colpe contro l'unità vale la testimonianza di san Giovanni: «Se diciamo di non aver peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi» (1 Gv 1,10). Perciò con umile preghiera chiediamo perdono a Dio e ai fratelli separati, come pure noi rimettiamo ai nostri debitori.
Si ricordino tutti i fedeli, che tanto meglio promuoveranno, anzi vivranno in pratica l'unione dei cristiani, quanto più si studieranno di condurre una vita più conforme al Vangelo. Quanto infatti più stretta sarà la loro comunione col Padre, col Verbo e con lo Spirito Santo, tanto più intima e facile potranno rendere la fraternità reciproca.
L'unione nella preghiera
8. Questa conversione del cuore e questa santità di vita, insieme con le preghiere private e pubbliche per l'unità dei cristiani, devono essere considerate come l'anima di tutto il movimento ecumenico e si possono giustamente chiamare ecumenismo spirituale.
È infatti consuetudine per i cattolici di recitare insieme la preghiera per l'unità della Chiesa, con la quale ardentemente alla vigilia della sua morte lo stesso Salvatore pregò il Padre: «che tutti siano una cosa sola» (Gv 17,21).
In alcune speciali circostanze, come sono le preghiere che vengono indette «per l'unità» e nelle riunioni ecumeniche, è lecito, anzi desiderabile, che i cattolici si associno nella preghiera con i fratelli separati. Queste preghiere in comune sono senza dubbio un mezzo molto efficace per impetrare la grazia dell'unità e costituiscono una manifestazione autentica dei vincoli con i quali i cattolici rimangono uniti con i fratelli separati: «Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro». (Mt 18,20).
Roma, presso San Pietro, 21 novembre 1964
MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ LEONE XIV
PER LA LIX GIORNATA MONDIALE DELLA PACE
1° GENNAIO 2026
La pace sia con tutti voi.
Verso una pace disarmata e disarmante
Una pace disarmata
Poco prima di essere catturato, in un momento di intensa confidenza, Gesù disse a quelli che erano con Lui: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi». E subito aggiunse: «Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore». Il turbamento e il timore potevano riguardare, certo, la violenza che si sarebbe presto abbattuta su di Lui. Più profondamente, i Vangeli non nascondono che a sconcertare i discepoli fu la sua risposta non violenta: una via che tutti, Pietro per primo, gli contestarono, ma sulla quale fino all’ultimo il Maestro chiese di seguirlo. La via di Gesù continua a essere motivo di turbamento e di timore. E Lui ripete con fermezza a chi vorrebbe difenderlo: «Rimetti la spada nel fodero». La pace di Gesù risorto è disarmata, perché disarmata fu la sua lotta, entro precise circostanze storiche, politiche, sociali. Di questa novità i cristiani devono farsi, insieme, profeticamente testimoni, memori delle tragedie di cui troppe volte si sono resi complici. (..) E nel farlo, essi troveranno al loro fianco fratelli e sorelle che, per vie diverse, hanno saputo ascoltare il dolore altrui e si sono interiormente liberati dall’inganno della violenza. (..)
Ebbene, nel corso del 2024 le spese militari, a livello mondiale, sono aumentate del 9,4% rispetto all’anno precedente, confermando la tendenza ininterrotta da dieci anni e raggiungendo la cifra di 2.718 miliardi di dollari, ovvero il 2,5% del PIL mondiale. (..) Tuttavia, «chi ama veramente la pace ama anche i nemici della pace». Così Sant’Agostino raccomandava di non distruggere i ponti e di non insistere col registro del rimprovero, preferendo la via dell’ascolto e, per quanto possibile, dell’incontro con le ragioni altrui. (..)
Tuttavia occorre denunciare le enormi concentrazioni di interessi economici e finanziari privati che vanno sospingendo gli Stati in questa direzione; ma ciò non basta, se contemporaneamente non viene favorito il risveglio delle coscienze e del pensiero critico. L’Enciclica Fratelli tutti presenta San Francesco d’Assisi come esempio di un tale risveglio: «In quel mondo pieno di torri di guardia e di mura difensive, le città vivevano guerre sanguinose tra famiglie potenti, mentre crescevano le zone miserabili delle periferie escluse. Là Francesco ricevette dentro di sé la vera pace, si liberò da ogni desiderio di dominio sugli altri, si fece uno degli ultimi e cercò di vivere in armonia con tutti». È una storia che vuole continuare in noi, e che richiede di unire gli sforzi per contribuire a vicenda a una pace disarmante, una pace che nasce dall’apertura e dall’umiltà evangelica.
“La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante” – IIa Parte
AVVISI DELLA SETTIMANA
DOMENICA 18 GENNAIO, SECONDA dopo l’EPIFANIA
Domenica della Parola di Dio
Festa per il 25° di Ordinazione episcopale di Mons. Carlo Ghidelli
DOMENICA 18 gennaio – DOMENICA 25 gennaio
Inizia la SETTIMANA di preghiera per l’UNITA’ dei CRISTIANI
“Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola
è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Efesini 4,4)
Ogni giorno nelle s. Messe reciteremo la PREGHIERA ECUMENICA
e alla s. Messa delle ore 9.00 useremo le celebrazioni proposte
dai fratelli e dalle sorelle della Chiesa apostolica armena.
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Mercoledì 21 gennaio, ore 15.30, per la TERZA ETA’, a cura dello Staff:
1° incontro formativo con il sussidio: “In Cammino di pace”
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Gli INCONTRI di CATECHISMO sono in Oratorio con le Catechiste
MERCOLEDI’21 gennaio, ore 17: Gruppo Discepoli (2° ANNO)
GIOVEDI’ 22 gennaio, ore 17: Gruppo Amici (3° ANNO)
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GIOVEDI’ 22 gennaio, ore 20,45, GRUPPO Adolescenti in GBP
VENERDI’ 23 gennaio, ore 17,10, in Oratorio Gruppo MEDIE
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DOMENICA 25 GENNAIO, TERZA dopo l’EPIFANIA
Conclusione SETTIMANA di preghiera per l’UNITA’ dei CRISTIANI
Giornata mondiale dei Malati di lebbra
Festa della FAMIGLIA di Gesù, Maria e Giuseppe
10 s. Messa con la presenza delle Famiglie dei Bambini del Catechismo
11.30 s. Messa con la presenza delle giovani Famiglie – segue aperitivo
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Lunedì 26 gennaio 2026, ore 20.45, Teatro di via Caboto, 2
LUNEDI’ INSIEME: “Professione Giornalista”
incontro e dialogo con ALESSANDRO MILAN, di Radio 24
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Annuncio dell’Anno Giubilare Francescano
Papa Leone ha stabilito che l’Anno di San Francesco si svolga dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027, proseguendo idealmente il cammino spirituale avviato con il Giubileo del 2025. Durante questo Anno santo, l’invito è a ispirarsi alla testimonianza di San Francesco, vivendo nella semplicità, nella santità di vita e impegnandosi a essere costruttori e testimoni di pace nel mondo. Per l’occasione, la Penitenzieria Apostolica concede l’indulgenza plenaria a quanti, visitando la nostra Chiesa parrocchiale dedicata a san Francesco d’Assisi, parteciperanno con devozione alle celebrazioni del Giubileo francescano.
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