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  • Immagine del redattoreFopponino Milano

Il Fopponino del 19 maggio 2024

Aggiornamento: 24 mag


Solennità di Pentecoste

19 maggio 2024

III Settimana Diurna Laus


Mese di Maggio: Terza Domenica

“CELEBRAZIONE di CRESIMA”

“Soffiò su di loro:

 Ricevete lo Spirito Santo”

          Carissimi fratelli e sorelle,

 in questa terza domenica di maggio, per la Comunità parrocchiale di s. Francesco d’Assisi al Fopponino, ritorna la celebrazione di Cresima: per l’invocazione allo Spirito da parte di mons. Gian Antonio Borgonovo arciprete del Duomo di Milano, 26 nostri Ragazzi e Ragazze riceveranno il soffio dello Spirito e così saranno confermati in quel dono già ricevuto nel giorno del loro Battesimo.

         Il motto, scelto da Anna Catechista e consegnato al Gruppo Cristiani come parola guida dell’anno orientato alla Cresima, rimanda alla sera di Pasqua quando Gesù Risorto apparendo al Gruppo dei suoi Discepoli “soffiò su di loro” rinnovando l’atto creativo di Dio che all’inizio “plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente”. (Gn 2,7)

         Sì, la realtà vera dello Spirito è quella di essere quel soffio vitale capace di dare vita a natura persone e cose, ispirando l’intera vicenda dell’universo: dall’aleggiare sulle acque primordiali fino alla futura apparizione della Gerusalemme celeste.

         Ebbene lo Spirito è in grado di realizzare la sua missione perché Lui stesso è la forza di Dio, una potenza, una energia sorprendente .. della stessa sorpresa che è Dio! 

         E tutti noi, per questi Ragazzi e Ragazze e con questi Ragazzi e Ragazze, oggi lo invochiamo: vieni Spirito santo! Sì, Spirito, discendi, illumina, accordaci, infondici, rinvigorisci, libera, affrettaci e mandaci i tuoi 7 doni: Sapienza e Intelletto, Consiglio e Fortezza, Scienza e Pietà, e Timor di Dio.

         “Soffio di vita, forza di Dio, vieni Spirito santo”!

don Serafino

 

Maria Madre della contemplazione


Dal Vangelo di Luca (2, 6 – 12.19)

6Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nell'alloggio.8C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, 10ma l'angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia»

19Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore


La festa del Natale è ignota ai Padri dei primi 3 secoli.

E’ citata per la prima volta nel 336 nel 'Depositio Martyrum', un primo tentativo di calendario liturgico, dove si dice espressamente che a Roma il Natale veniva celebrato il 25 dicembre. La stessa notizia si riscontra nel Cronografo dell'anno 354. Altra conferma sulla datazione a Roma ci viene data da un discorso di papa Liberio (352-366), tenuto nel 353.

La scelta del 25 dicembre è forse legata al calendario civile romano che in quel giorno festeggiava il solstizio invernale e il natale del ‘sole invitto’: i cristiani vollero opporre e sovrapporre alla festa pagana la festa della nascita del vero sole, Cristo. Vale la pena di ricordare però che Ippolito Romano, teologo, nel suo commento al libro di Daniele, scritto verso il 204, afferma con chiarezza che il 25 dicembre fu proprio il giorno della nascita di Gesù. La diffusione di questa festa si deve molto all'opera del papa S. Leone Magno (440-461).

 

Nei numerosi dipinti sulla Natività, Maria non appare mai sola con Gesù: invece, come tutte le mamme, avrà passato molto tempo sola o insieme a sua madre, con Gesù in braccio a contemplarlo, meditando su tutto quanto si diceva di quel bambino. E’ questo il motivo della scelta di questa immagine di George de la Tour un pittore francese (1593 – 1652).

Il de la Tour lavorò per tutta la vita a Luneville, residenza del duca di Lorena e città natale di sua moglie dalla quale ebbe 11 figli. Di lui non si sa quasi niente. Conoscendo poco della sua vita, è difficile stabilire le influenze e gli incontri che hanno caratterizzato la sua arte, anche se nel periodo giovanile predilige scene e figure di genere dipinte in gamme di colore chiare; invece nella maturità i suoi dipinti si distinguono per una grande capacità nel controllo della luce: spesso i soggetti delle sue opere sono inseriti in ambienti illuminati da debolissime fonti di luce, come quella di una candela. Queste opere fanno pensare che, forse per un viaggio in Italia, ebbe occasione di vedere i dipinti di Caravaggio; altri studiosi invece sostengono che ebbe modo di ammirare solo i lavori dei Caravaggisti olandesi di Utrecht, in particolare le opere di Gerrit Honthorst, il Gherardo delle Notti. Di certo la critica moderna lo considera uno dei più originali prosecutori della scuola caravaggesca.

Nei suoi dipinti la luce non è quella di Caravaggio, una luce che squarcia le tenebre: è una luce che accarezza il buio, una fiamma tremula che accompagna e rassicura. Dopo la morte il pittore fu dimenticato e le sue opere disperse. Alcune furono ammirate da critici e letterati, ma non collegate al suo nome, molte andarono distrutte in un incendio. Solo nel 900, ad opera dello storico dell’arte tedesco Hermann Voss, si riuscì a recuperare una trentina di quadri, fra questi “Il neonato” di cui presentiamo un particolare. L’opera, dipinta con colore ad olio tra il 1648 e il 1650, dal 1794 si trova nel museo di Rennes.

 

Al centro dell’opera c’è la Vergine che regge tra le braccia il Bambino.

La luce viene da una candela nella mano sinistra di Anna, madre della Vergine. La candela si intravede appena perché con la destra ne copre in parte il bagliore affinché non turbi il riposo del bambino. Senza quella fiamma saremmo immersi nel buio più profondo. Abbiamo riprodotto solo Maria che contempla Gesù per concentrare sul suo sguardo la nostra attenzione. Maria indossa un ampio abito rosso ed è seduta frontalmente al piano del dipinto. China il viso verso il piccolo, addormentato, che tiene tra le braccia. Il neonato ha gli occhi chiusi, la bocca socchiusa, senza capelli: corpo e nuca sono avvolti da un panno bianco avvolto così strettamente da parere quello di un morto, a preannunciare la sua morte, simbolicamente. Maria tiene tra le braccia il Figlio in modo che sembra prefigurare una Pietà. I rossi riflessi della veste della Madre – questa veste che da sola crea spazio – sono un’anticipazione del Sacrificio e della Croce, ma qui risultano solo segni di un caldo amore. Nel volto di Maria non si legge solo la tenerezza e l'amore che una madre prova nei confronti di suo figlio: Maria lo contempla e, contemplando Gesù, non lo vede in sogno o in visione, ma nella concreta esperienza della sua vicinanza e del suo possesso di Madre. Dio, fatto  Bambino, è tra le braccia di una Donna, di una Madre. E’ una contemplazione amorosa, per la quale, non servono parole: tutto è silenzio, basta lo sguardo. 

Questo contemplare Gesù ci deve ricordare che anche noi recitando il Rosario dovremmo contemplare Gesù ricordando i misteri salvifici della sua vita. Paolo VI scrive: “senza contemplazione, il Rosario è corpo senza anima, e la sua recita rischia di divenire meccanica ripetizione di formule”. Maria, Madre della contemplazione, aiutaci a trasformare la nostra preghiera in uno sguardo contemplativo del Figlio tuo Gesù.

 

AVVISI  DELLA  SETTIMANA


 DOMENICA  19  MAGGIO: Solennità di PENTECOSTE

ore 16, s. Messa presieduta da mons. Gian Antonio Borgonovo

e conferimento della s. CRESIMA

La s. Messa delle ore 18.30 sarà animata dal Complesso Polifonico e strumentale

GHIRLANDA MUSICALE – Direttore Marco Maisano

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INCONTRI di CATECHISMO ore 17.00 in ORATORIO 

Lunedì 20, GRUPPO “DISCEPOLI”: incontro di catechismo

Martedì 21, GRUPPO “AMICI”: ore 18.45, ritrovo

ore 19, in Chiesa, s. Messa di seconda Comunione

al termine, in salone Ghidoli, aperitivo con Genitori e Figli

Mercoledì 22, GRUPPO “CRISTIANI”: incontro di festa in Oratorio

Giovedì 23, GRUPPO “CRISTIANI”: incontro di catechismo

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 Lunedì 20 maggio, ore 18.00, Incontro del “Gruppo Carcere”

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Mercoledì 22 maggio, ore 15.30, per la Terza Età:

Don Emilio con un gruppo di giovani ci presenteranno:

“Adolescenti (Ado) e Preadolescenti (Preado) raccontano la loro crescita”

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ore 20.45, nella Parrocchia di Gesù Buon Pastore e s. Matteo:

Convocazione e incontro dei 3 Consigli Pastorali Parrocchiali

s. Maria Segreta, s. Francesco d’Assisi, Gesù B. Pastore e s. Matteo

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 Venerdì 24 maggio, tra le ore 15 – 18, nella Chiesa del Fopponino,

il Gruppo che organizza la Preghiera Comunitaria

si ritrova per la revisione dell’anno e la nuova programmazione

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Sabato 25 maggio

ore 16.30: I ragazzi del Gruppo Teatrale NATI PER IL TEATRO

presentano lo spettacolo “IL FANTASMA di CANTERVILLE”

SIAMO TUTTI INVITATI in Salone Ghidoli (vedi volantino)

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DOMENICA  26  MAGGIO:

Domenica della Santissima Trinità

11.30: s. Messa con gli Sposi 

che ricordano un particolare Anniversario di Nozze

(E’ bene segnalare ai preti, in sacrestia, la propria adesione. GRAZIE!)

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Sono aperte le ISCRIZIONI per l’ORATORIO ESTIVO

Per informazioni rivolgersi a don Matteo o a Luca in Oratorio

 

 

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36 Fopponino 19.05.2024
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