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Il Fopponino del 25 Ottobre 2026

Immagine del redattore: Fopponino Milano
Fopponino Milano
11 minuti fa
Tempo di lettura: 6 min

Prima dopo Dedicazione del Duomo di Milano

II Settimana Diurna Laus


Domenica 25 Ottobre 2026 … a ricordo della 

FESTA di SAN FRANCESCO

“Ripara la mia casa che cade in rovina”


Riparare “oggi” la Chiesa (2)

 

                 Carissimi fratelli e sorelle,

 domenica scorsa, terza di ottobre, la liturgia ambrosiana ci ha fatto “guardare al Duomo” e alla sua consacrazione avvenuta, per mano di Papa Martino V nel 1418, e proprio domenica scorsa sono accaduti atti vandalici terribili, ad opera di gruppi di ragazzi, che hanno portato alla sua chiusura. E’ stata un’offesa all’intera Città per opera di giovanissimi – molti sotto i 16 anni! – che hanno sfogato la rabbia e le loro frustrazioni nel modo peggiore possibile per cui sarebbe bene che, secondo la legge, ne portassero le conseguenze.  

Certo tocca alle Autorità preposte e competenti tornare a riflettere sulla “questione della integrazione” e prendere opportune decisioni; invece a noi, come Chiesa, spetta di riflettere sul disagio adolescenziale e riprendere a leggere, con sguardo attento e intelligente, la reale situazione di queste generazioni. Subito dovremo constatare che gli adolescenti e i giovani non li troviamo più (se non in piccola misura) nelle nostre chiese. Sì, abbiamo gli Oratori, le Scuole Cattoliche, le Associazioni sportive e culturali, e poi il mondo Scout e altre realtà che li incontrano e li accompagnano, ma, dobbiamo riconoscere che in questo tempo siamo deboli e limitati circa un’effettiva capacità di orientamento educativo della loro vita.

Così detta la questione è enorme e per le Autorità e per la Chiesa istituzionale.

Io però rilancio una mia piccola proposta che va nella direzione di predisporre, dopo opportuno lavoro di gruppo e con persone esperte, in alcune poche chiese della Città, delle celebrazioni eucaristiche domenicali riservate agli adolescenti e altre riservate ai giovani dove lo svolgimento della liturgia con elementi di novità nel linguaggio, nei canti e nella stessa ritualità dei gesti sia capace di attrarli e di coinvolgerli più attivamente. L’intenzione non è tanto di riportare chissà quanti adolescenti e giovani in chiesa, quanto offrire a chi vorrà, facendo memoria di Gesù, i gesti e i segni che rivelano e danno un senso promettente alla vita: è la bellezza del Vangelo di Gesù, - credo sia - un vero tesoro per la loro giovane vita!

Sì, una forma di “messa dei Giovani” preparata per loro e a loro donata, e forse da loro lungamente attesa!

don Serafino

La povertà di Francesco: ieri e oggi


Il tema della povertà è di sicuro centrale nella vita di san Francesco ed è la condizione che lui stesso sceglie per poter dipendere solo dalla volontà di Dio, libero da ogni altro legame e condizionamento. Assai significativo è come Francesco interpreta la povertà evangelica, espressione di un modo di vivere che si concretizza nel non affidare la propria vita alle ricchezze che propone il mondo, affidandosi dolo a quello che Dio desidera e ha pensato per noi.

Se lo volessimo attualizzare ai nostri giorni e alla nostra realtà, potremmo tradurre questo concetto nel non voler ridurre le proprie certezze solo nel possesso dei sufficienti mezzi di sostentamento, nella carriera e nell’accumulo delle risorse economiche, ma, nella logica di Francesco, affidarsi solo a quello che Dio vuole per noi. In questo modo si riesce a comprendere bene che nella vita di Francesco la povertà non è un progetto astratto, ma una scelta dettata da un incontro, quello con i lebbrosi della piana di Assisi che lo segnò nell’anima e che lo fece decidere di allargare i confini della città consentendo loro di entrare nel perimetro urbano e di far parte della vita quotidiana della comunità assisana.

La povertà in Francesco è vista inoltre come condizione che lui vive in maniera totale anche con la spoliazione, non solo simbolica, delle proprie ricchezze: essa assume infatti il significato al tempo stesso di rinuncia alle cose materiali e terrene che gli derivano da suo padre e di prendere su di sé il mantello che gli porge il Vescovo e quindi la Chiesa come il passaggio dalla protezione della famiglia a quella della Chiesa stessa.

La povertà di Francesco si colloca poi all’interno della storia e nella cultura del suo tempo come un’assoluta novità, una testimonianza rivoluzionaria di chi dimostra di essere interessato a qualcosa di completamente diverso, vivendo alla maniera delle persone più misere. Per la cultura di oggi è una provocazione che  mantiene intatta tutta la sua freschezza e vitalità mostrandoci come ognuno dovrebbe mettere davanti al proprio interesse il fatto di vivere insieme agli altri e per gli altri, senza prevaricare nessuno, con un forte senso di corresponsabilità: concetto richiamato da Papa Francesco in Fratelli Tutti con l’immagine della vita di ognuno di noi perfettamente intrecciata e interconnessa, perché ciascuno dipende dall’altro e tutti insieme diventiamo corresponsabili del mondo.

Patrizia Turrini


Carlo Acutis: “Indimenticabile”


“Monsignor Gianfranco Poma, Parroco di Santa Maria Segreta, è stato un testimone d’eccezione nel tracciare alcune qualità di mio figlio. Soprattutto ci teneva a sottolineare come fosse lontanissima da Carlo qualsiasi smania di “primeggiare e di costruirsi un ruolo divistico, benché avesse eccellenti qualità di prontezza e di gradevolezza nella conversazione e nel porgersi. Sobrio nella vita e nelle aspirazioni. (..) Monsignor Poma definiva Carlo con questo unico aggettivo: Indimenticabile!”.

Antonia Salzano Acutis

 

“Il suo sguardo prima di tutto, così franco e così accessibile. Uno sguardo che da solo era un grande sorriso alla vita: lo sguardo di un ragazzo che non ha nulla da nascondere e un grande desiderio di comunicare.

Dentro di me risento con emozionante precisione il tono della sua voce che racconta e che fa domande su questo e su quello. Una voce trasparente, che non ha nulla da nascondere e la voglia di verificare il proprio pensiero e i progetti che spingono avanti la vita.

La mia memoria ripercorre le osservazioni, gli argomenti, le valutazioni che di volta in volta Carlo mi sottoponeva: un colloquio senza darsi arie e senza timidezze.

Carlo è stato una grazia evidente, attraverso la quale è stato possibile sperimentare che non è difficile per un ragazzo sveglio e sano coniugare nella vita Vangelo e festa, giustezza e buon umore, intelligenza e amabilità.

Sì, perché Carlo era un ragazzo tanto dolcemente ignaro delle sue non comuni qualità personali quanto assolutamente a suo agio in tutti i campi dell’esercizio della sua umanità: in casa, a scuola, in oratorio, nell’amicizia, nei rapporti con Dio. Riconoscente verso tutti, succubo di nessuno.

Garbato dovunque, pur nella fermezza dei suoi convincimenti.

Per il Signore riusciva a trovare il tempo e non gli pesava mettere da parte anche quello che gli era più congeniale e spontaneamente interessante. Carlo era contento quando sostava davanti al Signore; e poi si alzava, e si portava via il segreto di quello che il Signore gli chiedeva.

E’ un gran dono poter vivere in sobrietà lucida e serena. E quando un ragazzo lo percepisce fin dal mattino diventa un dono straordinario”.

Mons. Gianfranco Poma

(Parroco emerito di Santa Maria Segreta)

 

AVVISI  DELLA  SETTIMANA


DOMENICA 25 OTTOBRE: 

Prima dopo la Dedicazione del Duomo

Giornata Missionaria Diocesana:

“Uno in Cristo, uniti nella Missione”

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In aiuto e a sostegno dei missionari si svolgerà

la tradizionale iniziativa delle 100 Torte per le MISSIONI

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Gli INCONTRI di CATECHISMO sono in Oratorio con le Catechiste

LUNEDI’ 26 ottobre, ore 17: Gruppo Figli (1° ANNO)

MARTEDI’ 27 ottobre, ore 17: Gruppo Discepoli (2° ANNO)

ore 17: Catechismo – gioco e cena

ore 20.15: con i Genitori consegna della Carta di Comunione

MERCOLEDI’ 28 ottobre, ore 17: Gruppo Amici (3° ANNO)

GIOVEDI’ 29 ottobre, ore 17: Gruppo Cristiani (4° ANNO)

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Mercoledì 28 ottobre, per la Terza Età: la nostra amica

Adriana Scagliola ci presenta: “La Basilica di Sant’Ambrogio”

crocevia di Fede, Arte e Cultura “dalle origini fino al XV secolo”

con visita virtuale del rinovato Museo della Basilica

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Giovedì 29 ottobre

“Oggi 108 volte AUGURI, alla nostra carissima VIRGINIA”

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Venerdì 30 ottobre, ore 17, in Oratorio, Incontro Gruppo MEDIE

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DOMENICA 1 NOVEMBRE:

SOLENNITA’ di Tutti i SANTI

L’orario delle s. Messe: 8.30, 10, 11.30; alle 18 recita dei Vesperi,

seguirà la Processione e la Benedizione presso la Cappellina dei Morti.

Alle 18.30, in Chiesa, s. Messa nella Solennità di Tutti i Santi

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Lunedì 2 novembre:

Commemorazione di Tutti i DEFUNTI

Ecco l’orario delle s. Messe: in Chiesa ore 9.00 con recita delle Lodi

ore 17.00, in Chiesa, alla presenza dell’Antica Credenza di sant’Ambrogio, 

s. Messa per i defunti: il Coro eseguirà i canti liturgici in lingua milanese;

ore 18.30 in Chiesa: Concelebrazione eucaristica per tutti i Fedeli Defunti.

 


 

 

                                                                                            



 


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