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Il Fopponino del 28 aprile 2024


V Domenica di Pasqua

28 aprile 2024

I Settimana Diurna Laus


28 aprile: V Domenica di Pasqua

"ABBIAMO CONOSCIUTO L’AMORE"

Rispondere alla luce dello Spirito


Dal Vangelo di Giovanni (17, 1b-2)

Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: “Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi Te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato”.


  Spirito che aleggi sulle acque,

calma in noi le dissonanze, i flutti inquieti,

il rumore delle parole, i turbini di vanità,

e fa’ sorgere nel silenzio

la Parola che ci ricrea.

 

          Spirito che in un sospiro sussurri

          al nostro spirito il Nome del Padre,

          vieni a radunare tutti i nostri desideri,

          falli crescere in fascio di luce

          che sia risposta alla tua luce,

          la Parola del Giorno nuovo.

 

Spirito di Dio, linfa d’amore

dell’albero immenso su cui ci innesti,

che tutti i nostri fratelli e le nostre sorelle

ci appaiano come un dono

nel grande Corpo in cui matura

la Parola di comunione.

            (Frère Pierre-Yves di Taizé)

 Preghiera

Se camminiamo nella luce, come Dio è nella luce, noi siamo in comunione tra noi, e il sangue di Gesù Cristo suo Figlio, ci purifica da ogni peccato. Alleluja! Grandi cose ha fatto lo Spirito del Signore per noi, ci ha colmato di letizia. Alleluja!

 

 

A proposito di vocazione

         “Torno con la mente a quel 21 settembre del 1953: ero uscito in tutta fretta di casa, dovevo raggiungere gli amici alla stazione per andare alla festa dello studente. Passai davanti alla basilica di san Josè de Flores (..) e improvvisamente sentii l’esigenza di entrare e salutare il Signore. Dopo una preghiera in ginocchio, iniziò a crescere dentro di me il desiderio di confessarmi. (..) Lì a san Josè de Flores, quel giorno, c’era un prete che non avevo mai visto prima, un tale padre Carlos Duarte Ibarra, originario di Corrientes. Mi disse che si trovava per caso a Buenos Aires perché stava curando una brutta leucemia; purtroppo sarebbe morto l’anno seguente.

         Durante quella confessione accadde qualcosa di strano, qualcosa che mi cambiò davvero la vita: vivevo lo stupore di aver incontrato Dio all’improvviso; era lì ad aspettarmi, mi aveva anticipato. Confessandomi con quel prete, mi sentii accolto dalla misericordia del Signore. “Miserando atque eligendo”, lo guardò con misericordia e lo scelse, si legge nell’Homilia 21 del monaco inglese san Beda il Venerabile, quando descrive l’episodio del Vangelo che racconta la vocazione di Matteo, il pubblicano che Gesù sceglie ed invita a seguirlo (..) Questa frase, non a caso, è diventata il mio motto e campeggia ancora oggi sullo stemma da Papa. Dio è colui che ti anticipa sempre: quando commettiamo peccato, lui è lì che ci aspetta per perdonarci, per accoglierci, per darci il suo amore. E così la fede cresce sempre di più. Posso dire che quel giorno “caddi a terra”, come raccontato da san Paolo di tarso negli Atti degli Apostoli quando riceve la chiamata del Signore. Altro che picnic con gli amici!

         Stavo vivendo un momento bellissimo della mia vita, mi stavo abbandonando totalmente nelle mani di Dio! Ero sopraffatto, sentii il bisogno di correre a casa e rimanere da solo, in silenzio. E ci rimasi per un bel po’. Non a caso, in famiglia, della mia chiamata al sacerdozio non feci parola con nessuno per 2 anni, fino al diploma, quando venne il momento di scegliere l’università; eravamo già nel 1955 e l’unico a sapere qualcosa era padre Duarte, che mi seguì lungo un intenso cammino di fede fino alla sua morte. Inizialmente non ne parlai nemmeno con i miei compagni di scuola: nel gruppo più stretto eravamo in 10 e ci facevamo chiamare per scherzo i 10 muchachos. Con loro organizzavamo spesso serate in un club del barrio di Chacarita: giocavamo a biliardo, discutevamo di questioni politiche e ballavamo il tango. (..)

         Poi arrivò il momento di parlarne a papà. Presi coraggio e glielo dissi: ne fu contento. Avevo invece paura di dirlo alla mamma, sapevo che lei non avrebbe accettato quella mia scelta e così inventai che avrei studiato medicina. Un giorno, però, mentre faceva le pulizie in casa scoprì che avevo sulla scrivania dei libri di teologia e di filosofia. Di fronte al rimprovero per quella bugia le risposi sorridendo: “Sto studiando davvero medicina, mamma, quella dell’anima”. Non la prese bene e per tranquillizzarla le parlò papà; a quel punto lei tornò da me e mi disse: “Non so, non ti ci vedo, Jorge, sei già grande, prova a finire l’università e poi decidi …”. E’ chiaro che per il suo primogenito sognava un futuro da medico! Nonna Rosa, invece, fu molto felice, ho ancora impresse nella mente le sue dolci parole piene di misericordia: “Ricordati, Jorge, che la porta di casa rimarrà sempre aperta, nessuno ti rimprovererà se un giorno deciderai di tornare a casa, ma se Dio ti chiama, allora vai, sei benedetto”.

         E così, anche grazie alla guida spirituale di don Enrico Pozzoli, che parlò a lungo con i miei genitori, feci la mia scelta e a 19 anni, accompagnato da quel bravo salesiano, entrai nel seminario arcidiocesano di Villa Devoto. (..) Durante quell’anno di seminario ebbi anche una piccola sbandata: è normale, altrimenti non saremmo esseri umani. Avevo già avuto una fidanzata in passato, una ragazza molto dolce che lavorava nel mondo del cinema e che in seguito si è sposata e ha avuto dei figli; questa volta invece mi trovavo al matrimonio di uno dei miei zii e rimasi abbagliato da una ragazza. Mi fece davvero girare la testa per quanto era bella e intelligente. Per una settimana ebbi la sua immagine sempre nella mente e mi fu difficile riuscire a pregare! Poi per fortuna passò, e mi dedicai anima e corpo alla mia vocazione.

         Fino all’ennesima prova: era l’agosto 1957 (..) in seminario tutti presero l’influenza. Anch’io fui contagiato, ma mentre gli altri ragazzi guarivano e uscivano, io rimanevo chiuso in una stanza perché la febbre non voleva passare. Poi un giorno mi aggravai: avevo la temperatura corporea altissima e il rettore, impaurito, mi portò di corsa all’Hospital Sirio Libanés.

         Mi diagnosticarono una seria infezione e quel giorno mi tolsero un litro di liquido dai polmoni. Mi seguiva un’infermiera italiana a cui devo la vita: suor Cornelia Caraglio, dell’ordine delle domenicane. Si era resa conto che le dosi di penicillina che mi prescrivevano i medici, erano troppo basse. Lei, invece, mi somministrò le giuste quantità per quel problema, salvandomi. Tutti giorni, poi, venivano dei miei compagni di seminario, che avevano il mio stesso gruppo sanguigno, a donarmi il sangue. Avevo intorno tanti angeli custodi! (..) Il ricovero fu lungo, rimanevo molto tempo in silenzio (..) Poi, a novembre, mi tolsero il lobo superiore del polmone destro dove si erano formate 3 cisti; potete immaginare i tagli che fecero e quanto fu grande per me la sofferenza.

         Uscito dall’ospedale presi la decisione di lasciare il seminario arcidiocesano per entrare in un ordine religioso, i gesuiti: ero molto attratto dalla loro vocazione missionaria e mi piaceva la disciplina che seguivano. (..) E così l’11 marzo del 1958 entrai nella Compagnia di Gesù. Furono lunghi  anni prima di studio in Argentina e in missione in Cile, poi d’insegnamento a Santa Fe, nel collegio della Immaculada Concepciòn e a Buenos Aires, nel collegio del Salvador: eravamo già a metà degli anni Sessanta. (..) passo dopo passo, mi preparavo all’ordinazione sacerdotale, nel 1969”.

  Da LIFE – La mia storia nella Storia, di PAPA FRANCESCO (pag. 86-96)


 

AVVISI  DELLA  SETTIMANA

DOMENICA  28  APRILE: quinta di PASQUA

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INCONTRI di CATECHISMO ore 17.00 in ORATORIO 

Lunedì 29, GRUPPO “DISCEPOLI”: Incontro di Catechismo

Martedì 30, GRUPPO “AMICI”: Incontro di Catechismo

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Mercoledì 1° maggio

Memoria liturgica di s. Giuseppe lavoratore e Festa dei Lavoratori

Da oggi la recita del s. Rosario avverrà alla Cappella di Maria

“GRANDI COSE HA FATTO PER ME L’ONNIPOTENTE”

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Venerdì 3 maggio, 1° venerdì del mese, in Chiesa

ore   9.00, s. Messa, poi esposizione dell’Eucaristia e adorazione personale

11.30: Ora Media e Benedizione eucaristica 

 ore 17 – 20.30, Incontro per il GRUPPO MEDIE e CENA

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DOMENICA 5 MAGGIO: sesta di PASQUA

Giornata nazionale di sensibilizzazione per il sostegno economico

della Chiesa Cattolica (8x1000)


3a Domenica del Gruppo FIGLI (1° Anno)

ore 10: S. Messa animata dal Gruppo FIGLI

In Oratorio, per i Genitori: breve incontro con don Emilio e aperitivo;

per i Bambini e le Bambine: Giochi insieme

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Dal 30 aprile al 6 maggio

un gruppo di 26 persone con don Serafino

 farà un VIAGGIO artistico culturale in CALABRIA 

per scoprire la bellezza del suo aspro territorio

segnato da ripide valli e impervie montagne,

ma ricco di coste perché abbracciato da 2 mari;

 per conoscere la sua più che millenaria storia con le sue tradizioni,

per vedere città e paesi con i loro monumenti e musei,

e per accostare alcune figure di grandissimo valore come

san Francesco da Paola (1416 – 1507) eremita e fondatore dei Minimi,

Gioacchino da Fiore (1130 circa – 1202) abate e fondatore dei Florensi,

teologo e filosofo di “spirito profetico dotato”

e Fortunata Evolo detta Natuzza (1924 – 2009)

mistica e veggente, proclamata nel 2019 “Serva di Dio”

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PERCORSO di FORMAZIONE per ANIMATORI dell’ORATORIO ESTIVO

I ragazzi e le ragazze delle scuole superiori che desiderassero impegnarsi come ANIMATORI dell’Oratorio Estivo sono invitati a partecipare al CORSO ANIMATORI che inizierà GIOVEDI’ 2 MAGGIO, alle 20.45 presso l’Oratorio di Gesù Buon Pastore e che proseguirà per tutti i giovedì di maggio.

     

 

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33 Fopponino 28.04.2024
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