Il Fopponino del 30 Novembre 2025
- Fopponino Milano
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Terza Domenica di Avvento
30 Novembre 2025
III Settimana Diurna Laus
30 Novembre 2025: Terza Domenica di Avvento
“Di generazione in generazione”
“Esaminate voi stessi”
“L’ascolto è essenziale al discernimento. Discernere non implica impiegare raffinate tecniche psicologiche, seppur un’indagine della psiche è spesso utile e necessaria per esplorare la complessità dell’umano.
Dal Vangelo di Matteo (11, 2-6)
“Giovanni, che era in carcere avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: ‘Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?’.
Gesù rispose loro: ‘Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!’”.
“Accostandoci alla Parola, possiamo fare un esercizio di immaginazione, di composizione di luogo. Entriamo nella scena: il Battista, dopo aver indicato l’Agnello di Dio, è in carcere. Nel luogo della libertà negata, con libertà il Precursore rivolge una domanda a Cristo per mezzo dei discepoli. E’ un momento di crisi esistenziale. Intuiamo i pensieri di Giovanni: colui che ho testimoniato è davvero il Messia che deve venire? Ne è valsa la pena o mi sono sbagliato? Conosciamo la risposta che tuttavia non mette a tacere la domanda.
Così è nel nostro cammino spirituale: gli interrogativi che ci abitano sono il segno di una ricerca che ci pone in costante movimento. Guai se pensassimo di possedere tutta la verità! Guai se non dessimo ascolto ai dubbi! Siamo mendicanti di senso, in attesa di incontrare occhi negli occhi Colui che è via, verità e vita”.
Preghiamo
Via, verità e vita, accogli noi che siamo viandanti in cerca di Te.
“Verso il Natale di Gesù” (3)
(6) “Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.
(7) Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio”. (Luca 2, 6-7)
Le fasce e la mangiatoia
“Maria partorisce in un luogo di fortuna, riservato agli animali, un luogo di seconda scelta, che aveva cercato di evitare eppure su questo bambino si china la tenerezza della madre: è avvolto non solo da fasce, ma da amore. La fasciatura di Gesù appena nato richiama (Lc 23,53) un’altra fasciatura: quella del suo corpo tolto dalla croce, preparato per la tomba e deposto nel sepolcro. A indicare da subito il suo destino di solidarietà totale con ogni carne, dalla culla al sepolcro.
Ma le fasce sono anche un segno delle cure amorevoli di Maria e Giuseppe, che colmano il bambino del dono più alto dell’umanità, l’affetto duplice, materno e paterno. Sua madre lo nutrirà di latte, di carezze e di sogni; suo padre lo nutrirà con il lavoro e la protezione. Il piccolo Gesù potrà sopravvivere sulla Terra solo perché qualcuno si prende cura di lui; potrà essere felice sulla Terra solo perché amato, come ogni bambino. Tocca agli esseri umani prendersi cura di Dio. Gesù ci insegnerà a farlo, nella prima parte del Padre nostro, quando chiederà alle persone di interessarsi della causa di Dio, del suo nome, del suo Regno, della sua volontà. (..)
Nella mangiatoia (in latino praesepium) s’intrecciano una nota di esclusione e una di comunione, un segno dell’alleanza con l’intero cosmo e una marginalità che saranno per sempre la caratteristica di Gesù. Nasce colui che in vita non avrà dove posare il capo, povero come le volpi e gli uccelli che pure hanno tane e nidi (Lc 9,58). E’ l’ospite che eternamente sta alla porta e bussa (Ap 3,20) e attende che gli si apra e domanda anche a noi quel gesto di suprema misericordia che sua madre gli ha concesso: far entrare la sua vita nella nostra vita.
Fasce e mangiatoia, da un lato incarnano il segno povero di un Dio innamorato del quotidiano e dall’altro sono simboli che contengono un anticipo del Vangelo totale. Tanto è vero che in molte icone orientali, che rappresentano la natività, il bambino è deposto in una culla che ha la forma di un sarcofago ed è avvolto in fasce esattamente come un defunto, deposto nel sepolcro e avvolti in bende.
Il mistero del Natale apre già sul mistero della Pasqua, il legno della mangiatoia evoca il legno della croce, quel bambino è già il Cristo totale”.
ERMES RONCHI, frate dell’Ordine dei Servi di Maria
La santità di Pier Giorgio Frassati (3)
“Come nessuno nasce campione, così nessuno nasce santo”
Il suo mondo affettivo
Continuiamo a conoscere la persona di Pier Giorgio Frassati (1901 – 1925), canonizzato con Carlo Acutis domenica 7 settembre a Roma da Papa Leone. Non fu facile la sua vita in famiglia così come fu tribolato il suo mondo affettivo (femminile), eppure Pier Giorgio seppe mantenere, per la forza della sua fede, un sostanziale equilibrio caratterizzato dalla serenità che si trasformò in allegria e ancor più gioia. Anche qui restò fedele al suo motto: “Verso l’alto”
“Pier Giorgio non era insensibile al mondo femminile.
Nel 1924 si innamorò di una ragazza, una studentessa, povera e più anziana di lui: le reazioni della sua famiglia furono violente. Ed egli rinunciò a quel rapporto, perché sarebbe andato in crisi il rapporto coniugale dei genitori: “Potrei sposarla contro la loro volontà, ma distruggere una famiglia per crearne una nuova, sarebbe assurdo … Se Iddio vuole così, sia fatta la Sua santa volontà”.
Questa coscienza si acuì ancor più quando sua sorella annunciò il fidanzamento con Jean Gawronski, primo segretario dell’ambasciata polacca all’Aja. La sua scelta fu di testimoniare quale forza e quale gioia dà la fede. Lo vediamo in una lettera alla sorella del 14 febbraio 1925: “Tu mi domandi se sono allegro. E come non potrei esserlo? Finché la fede mi dà forza sempre allegro! Ogni cattolico non può che essere allegro: la tristezza deve essere bandita dagli animi cattolici. Il dolore non è la tristezza, che è una malattia peggiore d’ogni altra”. Così coniugò rimpianto del cuore e gioia.
Il 6 marzo 1925 scrive a Isidoro Bonini una delle sue ultime lettere, tra le più importanti: “Nelle mie lotte interne mi sono spesse volte domandato: perché dovrei essere triste? Dovrei soffrire, portare a malincuore questo sacrificio? Ho forse perso la fede? No, grazie a Dio, la mia fede è ancora abbastanza salda: e allora rinforziamo, rinsaldiamo questa che è l’unica gioia di cui uno possa essere pago in questo mondo. Ogni sacrificio vale solo per essa. Poi, come cattolici, noi abbiamo un amore che supera ogni altro e che dopo quello dovuto a Dio, è immensamente bello, come bella è la nostra religione”.
Sempre per custodire l’unità della sua famiglia sconquassata, accettò di inserirsi come amministratore de La Stampa: suo padre aveva paura a chiederglielo e gli mandò un amico di famiglia, era il 20 maggio 2025. Con le lacrime agli occhi accettò: avrebbe dovuto rinunciare al suo sogno di ingegnere minerario e laico missionario in America Latina, per raggiungere i poveri sfruttati nelle miniere. Accettò, per stare vicino a suo padre, che aveva deciso di rendere definitiva la separazione dalla moglie: suo padre, lontano da Dio, aveva più bisogno”.
Mons. Ennio Apeciti
AVVISI DELLA SETTIMANA
SABATO e DOMENICA 29 e 30 NOVEMBRE
TERZA INIZIATIVA CARITATIVA del Tempo di AVVENTO:
“FIERA Benefica di NATALE”
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DOMENICA 30 NOVEMBRE: Terza di AVVENTO
“Le profezie adempiute”
DOMENICA coi Genitori dei Bambini/e del Gruppo “CRISTIANI” (4° Anno)
ore 10: s. Messa animata dai Ragazzi/e, segue Incontro con i Genitori
ore 16.00, al Fopponino, Battesimo di Cortese OTTAVIA
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Mercoledì 3 dicembre, ore 16, per la TERZA ETA’: TOMBOLATA
Mercoledì 3, ore 20.30, in Chiesa: NEUF VOIX presenta
“CONCERTO ACUSMATICO”
(musica elettronica in movimento)
(trovi le informazioni raccogliendo il volantino)
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Venerdì 5 dicembre: 1° venerdì del mese al Fopponino
9.00: S. Messa, adorazione personale - 11.15: Ora Media e Benedizione
Sabato 6 dicembre: festa liturgica di san Nicola
Domenica 7 dicembre: Solennità di sant’Ambrogio
DOMENICA 7 DICEMBRE: Quarta di AVVENTO
“L’ingresso del Messia”
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Calendario della Benedizione delle Famiglie: 4^ Settimana
Lunedì _1 dicembre
Mattino ore 10.30: dS s. Mich. del C. 3
Pomeriggio ore 16.15: dS s. Mich. del C. 2 – 4 – 6 – 1
Martedì __2
Mattino ore 10.15: dS Verga 18 (A, B, C)
Pomeriggio ore 16.00: dS s. Mich. del C. 19 – 17 – 15 – 9 – 5
Mercoledì _3
Mattino ore 10.15: dS Verga 18 (D, E, F)
Pomeriggio ore 16.15: dS s. Mich. del C. 13 – 26 – 30 – 32
ore 16.15: dA s. Mich. del C. 10 – 12 – 11 e Biffi 2
Giovedì _4
Pomeriggio ore 16.00: dS s. Mich. del C. 16 – 14 – 21
Venerdì _5
Pomeriggio ore 16.00: dS Salutati 2 e 2A – 6 (Scala A) – 10
ore 16.15: dA s. Mich. del C. 18 – 20 – 22 – 24
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