Il Fopponino del 12 Ottobre 2025
- Fopponino Milano
- 10 ott
- Tempo di lettura: 6 min

7a domenica dopo il MARTIRIO di S. Giovanni Battista
12 Ottobre 2025
IV Settimana Diurna Laus
12 Ottobre: Domenica di san Carlo Acutis
Carlo: “Indimenticabile”
“Monsignor Gianfranco Poma, Parroco di Santa Maria Segreta, è stato un testimone d’eccezione nel tracciare alcune qualità di mio figlio. Soprattutto ci teneva a sottolineare come fosse lontanissima da Carlo qualsiasi smania di “primeggiare e di costruirsi un ruolo divistico, benché avesse eccellenti qualità di prontezza e di gradevolezza nella conversazione e nel porgersi. Sobrio nella vita e nelle aspirazioni. (..) Monsignor Poma definiva Carlo con questo unico aggettivo: Indimenticabile!”.
Antonia Salzano Acutis
“Il suo sguardo prima di tutto, così franco e così accessibile. Uno sguardo che da solo era un grande sorriso alla vita: lo sguardo di un ragazzo che non ha nulla da nascondere e un grande desiderio di comunicare. Dentro di me risento con emozionante precisione il tono della sua voce che racconta e che fa domande su questo e su quello. Una voce trasparente, che non ha nulla da nascondere e la voglia di verificare il proprio pensiero e i progetti che spingono avanti la vita.
La mia memoria ripercorre le osservazioni, gli argomenti, le valutazioni che di volta in volta Carlo mi sottoponeva: un colloquio senza darsi arie e senza timidezze.
Carlo è stato una grazia evidente, attraverso la quale è stato possibile sperimentare che non è difficile per un ragazzo sveglio e sano coniugare nella vita Vangelo e festa, giustezza e buon umore, intelligenza e amabilità. Sì, perché Carlo era un ragazzo tanto dolcemente ignaro delle sue non comuni qualità personali quanto assolutamente a suo agio in tutti i campi dell’esercizio della sua umanità: in casa, a scuola, in oratorio, nell’amicizia, nei rapporti con Dio. Riconoscente verso tutti, succubo di nessuno. Garbato dovunque, pur nella fermezza dei suoi convincimenti.
Per il Signore riusciva a trovare il tempo e non gli pesava mettere da parte anche quello che gli era più congeniale e spontaneamente interessante. Carlo era contento quando sostava davanti al Signore; e poi si alzava, e si portava via il segreto di quello che il Signore gli chiedeva.
E’ un gran dono poter vivere in sobrietà lucida e serena. E quando un ragazzo lo percepisce fin dal mattino diventa un dono straordinario”.
Mons. Gianfranco Poma
(Parroco emerito di Santa Maria Segreta)
Mese di Ottobre 2025:
“illuminare con Francesco il tempo che passa”
In occasione della concelebrazione di lunedì 6 ottobre, don Paolo Steffano ci ha ricordato san Francesco come “l’inventore del presepe” ed è vero! Ascoltiamo di nuovo il racconto e per tempo prepariamo “il nostro presepe” per condividere la medesima intenzione: “evocare il ricordo di quel Bambino nato a Betlemme ..”
“Greccio la nuova Betlemme”
“L’ideale più forte di Francesco era quello di seguire in tutto e per tutto il santo Vangelo, e di seguire la dottrina di nostro Signore Gesù Cristo perfettamente, con ogni attenzione, con ogni cura, con tutto il fervore della mente e del cuore. Evocava con meditazione assidua le parole divine e con profonda contemplazione ripercorreva l’operato di Cristo. Soprattutto l’umiltà con cui si era incarnato e l’amore con cui aveva affrontato la passione occupavano a tal punto la memoria di Francesco che quasi non voleva meditare su nient’altro. E’ perciò da mettere per iscritto il ricordo di quello che Francesco fece, 3 anni prima delle sua morte nel castello di Greccio, il giorno della nascita di nostro Signore.
C’era in quella contrada un uomo di nome Giovanni, di buona fama e di vita anche migliore, che Francesco amava di grandissimo affetto perché, pur essendo nobile e molto onorato nella sua terra, disprezzata del tutto la nobiltà della carne, si era messo a cercare la nobiltà dello spirito. Circa 2 settimane prima della festa della Natività, il beato Francesco lo fece chiamare a sé e gli disse: “Se vuoi che celebriamo a Greccio il prossimo giorno di festa, sbrigati a precedermi e prepara diligentemente quanto ti dico: voglio infatti evocare il ricordo di quel Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie ad un neonato, come fu adagiato in una greppia quando fu messo sul fieno tra il bue e l’asino”. Appena l’ebbe ascoltato, il fedele e pio amico corse via a preparare sollecitamente nel luogo suddetto tutto quello che il santo aveva domandato.
Venne il giorno della letizia! Sono qui convocati molti frati dai molti “luoghi” in cui abitano; gli uomini e le donne della regione preparano pieni di contentezza, ciascuno secondo le proprie possibilità, ceri e fiaccole per far risplendere quella notte destinata a illuminare con una stella scintillante tutti i giorni e gli anni a venire. Venne alla fine Francesco, e trovando che tutto era stato preparato, fu raggiante di gioia. Si accomoda la greppia, portano il fieno, vengono condotti il bue e l’asino. La semplicità è onorata, la povertà è esaltata, l’umiltà è lodata. Greccio è come una nuova Betlemme. La notte è chiara come giorno pieno, e dolce e piacevole sia per gli uomini che per gli animali! Accorre la gente e davanti al rinnovarsi del rito si allieta di una gioia nuova. I frati cantano sciogliendo le debite lodi al Signore, e la notte sembra tutta un sussulto di gioia. Il santo di Dio sta di fronte alla mangiatoia, lo spirito vibrante di sospiri, di compassione e di grande gioia. Poi il sacerdote celebra solennemente la messa sopra la mangiatoia ed egli stesso assapora una consolazione nuova.
Francesco si è rivestito dei paramenti diaconali, perché era diacono, e canta con voce sonora il santo Vangelo: quella voce veemente, dolce, chiara e sonora invita tutti alle più grandi gioie. Poi parla alla gente circostante e stilla parole dolcissime sulla nascita del Re povero e la piccola città di Betlemme. Spesso, quando voleva chiamare Cristo “Gesù”, tutto infervorato nello slancio d’amore lo chiamava “il Bambinello di Betlemme”. Pronunciando quel nome “Betlemme” lo prolungava come il belato di una pecora e lo diceva riempiendosi la bocca di voce o per meglio dire di tenero affetto. E ogni volta che diceva “Bambino di Betlemme” o “Gesù”, passava la lingua sulle labbra, quasi ad assaporare tutta la dolcezza di quelle parole e cibarsene.
In tale circostanza si moltiplicano a Greccio i doni dell’Onnipotente, e uno dei presenti ha una visione. Né questa visione avveniva senza un motivo, per il fatto che il Bambino Gesù era stato del tutto dimenticato nei cuori di molti, ma in loro, per grazia divina, attraverso il servo Francesco quel Bambino era risuscitato, imprimendosi profondamente nella memoria degli astanti. Terminata la solenne veglia, ciascuno tornò a casa sua pieno di gioia. Il fieno che era stato collocato nella mangiatoia fu conservato “affinché Yahvè così grande è la sua misericordia, guarisca il bestiame” (salmo 35,8) e altri animali. E davvero è avvenuto che, in quella regione, molti animali, colpiti da diverse malattie, mangiando di quel fieno furono guariti. Anzi, anche le donne che durante un parto faticoso e doloroso si erano poste addosso un poco di quel fieno, partorirono felicemente. Alla stessa maniera numerosissimi uomini e donne, presi dai più diversi malanni, vennero lì e ritrovarono la desiderata salute. Oggi il luogo della mangiatoia è stato consacrato come tempio di Dio; sopra la greppia è stato costruito un altare in onore di san Francesco e dedicata la chiesa; là dove un tempo gli animali hanno mangiato il fieno, ora gli uomini possono mangiare, come nutrimento dell’anima e santificazione del corpo, la carne dell’Agnello immacolato e incontaminato, Gesù Cristo nostro Signore, che con amore infinito ha donato sé stesso per noi”.
Da Vita del beato Francesco di Tommaso da Celano
AVVISI DELLA SETTIMANA
DOMENICA 12 OTTOBRE:
7a dopo il MARTIRIO di san Giovanni Battista
Memoria liturgica di san Carlo Acutis
Onomastico di don Serafino: con Lui preghiamo per ringraziare il Signore
ore 15, in Oratorio, Gioco del BURRACO
ore 16.00: al Fopponino, Battesimo di Zaccone Bottoni ELIA
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In questa settimana gli INCONTRI di CATECHISMO
LUNEDI’ 13 ottobre, ore 17: Gruppo Cristiani (4° ANNO)
MERCOLEDI’ 15 ottobre, ore 17: Gruppo Discepoli (2° ANNO)
GIOVEDI’ 16 ottobre, ore 17: Gruppo Amici (3° ANNO)
saranno in Oratorio, con le Catechiste del proprio Gruppo
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Lunedì 13 ottobre
ore 18.30, s. MESSA per i DEFUNTI di SETTEMBRE e OTTOBRE:
TRONCIA Bonaria (’43), LOI Giuseppe (’47), GUENZANI Cecilia (Lia) (’28), SOBACCHI Gianluigi (’48), VALLERINI Maria (’37), GUAITA Carlo (’40), BERARDI Virginia (Toti) (’35), GAMBA Luisa Maria (’45)
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Martedì 14 ottobre, ore 19 in cripta: 1° Incontro Mensile di Preghiera
Sia fatta la tua volontà: “Un mondo bello”
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Mercoledì 15 ottobre,
Festa d’inizio anno 2025-26 per la Terza Età: ore 12, S. Messa
ore 13, Squisito PRANZO d’inizio anno e come apertura
ai prossimi appuntamenti e alle numerose e nuove iniziative
alle ore 20.45, in salone Ghidoli: 1° Incontro
del CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE
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Venerdì 17 ottobre
ore 9.00, s. Messa nel 6° anniversario dalla morte di don Luigi Donati
ore 17 – 18.30, in Oratorio, Incontro del GRUPPO MEDIE
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DOMENICA 19 OTTOBRE:
Dedicazione del Duomo
Chiesa Madre di tutti i Fedeli ambrosiani
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Venerdì 17, Sabato 18 e Domenica 19 ottobre un Gruppo di 50 persone delle nostre Parrocchie: S. Maria Segreta, s. Francesco al Fopponino e Gesù Buon Pastore e s. Matteo saranno “Pellegrini di Speranza” a ROMA per il Giubileo dell’anno 2025.
Nella nostra preghiera portiamo le intenzioni e le speranze di tutti.
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